Book Club n. 7 – Dicembre 2016

Il Book Club è una proposta della riflessione storiografica che C’era una volta l’America ospita tra le righe della rubrica Americana. L’iniziativa ha lo scopo di stilare periodicamente un elenco delle pubblicazioni segnalateci da ex alunni, studiosi e appassionati, riguardanti pubblicazioni italiane e non, attinenti alla storia americana. Invitiamo tutti i lettori a inviarci nuove segnalazioni al seguente indirizzo: ceraunavoltalamericacispea@gmail.com

 

Angela Santese, La pace atomica. Ronald Reagan e il movimento antinucleare (1979-1987), Firenze, Le Monnier, 2016, pp. XII-292.

Le armi nucleari costituiscono uno dei simboli peculiari della Guerra fredda. Crearono una situazione d’interdipendenza tra le due superpotenze e divennero terreno privilegiato della loro competizione. Contribuirono inoltre ad alimentare nell’opinione pubblica la paura di una guerra atomica che si tradusse in una mobilitazione dal basso contro gli arsenali nucleari. Negli anni Ottanta, con il tramonto della distensione, il movimento antinucleare ricomparve con forza sulla scena pubblica americana assumendo una dimensione e un’influenza senza precedenti nella storia del Paese. Il volume indaga l’ondata di proteste antinucleari che si delineò negli Stati Uniti tra il 1979 e il 1987 e la risposta articolata da Ronald Reagan per farvi fronte, facendo emergere l’incidenza che il movimento antinucleare ebbe sulla retorica e sull’approccio alla questione atomica dello stesso Presidente. Durante l’ultimo capitolo della Guerra fredda, lo spettro della guerra atomica spinse alla mobilitazione milioni di cittadini americani, che con le loro proteste influenzarono la Casa Bianca di Reagan e le sue politiche in materia di riduzione degli arsenali nucleari.

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Fabrizio Tonello, Desolation Row. From Democracy to Oligarchy, 1976-2016, Milano, Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, 2016, edizione digitale, pp. 37. Il volume è scaricabile gratuitamente:
http://www.fondazionefeltrinelli.it/article/ebook-desolation-row-9788868352585/

In questo saggio, Fabrizio Tonello ci mostra come dopo il 1968 siano state create o rafforzate istituzioni con l’obiettivo di limitare e contenere la democrazia, e come in questo processo lo stato nazionale sia stato deliberatamente indebolito nei suoi poteri economici, e rafforzato in quelli di sorveglianza e repressione. Gran parte delle sue capacità di decision-making nell’ambito economico e sociale è stata trasferita a entità private o a organismi internazionali in cui gli interessi dell’oligarchia possono essere difesi con più efficacia. Tonello

 

Giorgio Mariani (a cura di), Gli Stati Uniti e le guerre del nuovo millennio, numero monografico di “Acoma”, 11/2016, pp. 240. 

Il numero, curato da Giorgio Mariani, comprende saggi di Fabrizio Tonello, Marilyn Young, Susan Carruthers, Gabriele Porro, Luca Malavasi e Barbara Grespi, Cinzia Schiavini, Peter Fritzsche, William Arce, Yanyu Zeng, Robert Moscaliuc, Jennifer Baldwin, Giorgio Mariani, oltre a un saggio fuori sezione di Johannes Fehrle.

Introduzione, Giorgio Mariani

Why Can’t We Take Out These Bastards? L’Iraq, Obama e la politica estera degli Stati Uniti, Fabrizio Tonello

La politica della cura: come gli ospedali per reduci curano chi è stato ferito alla testa in Iraq e Afghanistan, Jennifer L. Baldwin

Riflessioni sulla guerra dei droni nel cinema, Marilyn Young

Calling the shots: American Sniper, cinema populista e guerre impopolari, Susan L. Carruthers

American Sniper, guerra e pace secondo Clint Eastwood, Gabriele Porro

Dal War Movie al Soldier Movie: il cinema americano contemporaneo e il ruolo delle immagini di guerra, Barbara Grespi, Luca Malavasi

Teatri di guerra domestica: l’Iraq, il Terrore, l’arte e la rete nelle performance e installazioni di Wafaa Bilal, Cinzia Schiavini

Gli scrittori e il “complesso militare-letterario”. Un’introduzione alla letteratura americana sulle guerre del nuovo millennio, Giorgio Mariani

La storia che esplode: guerra e letteratura in Iraq, Peter Fritzsche

Il trauma transnazionale e il mito dell’eroe di guerra americano in Redeployment di Phil Klay, Zeng Yanyu

La dimensione ispanica nell’autobiografia del generale di corpo d’armata Ricardo Sanchez Wiser in Battle: A Soldier’s Story: regione e religione nella guerra al terrore, William Arce

Il continuum copertura prossimale–copertura ancillare. Necessità narrativa e verità nel romanzo di Mark Doten The Infernal, Robert Moscaliuc

Giocando con il Cuore di tenebra: adattare Conrad/Coppola, Johannes Fehrle

acoma

Obama: un bilancio, numero monografico di “il Mulino – La Rivista”, 5/2016, 179 pp.

Il numero monografico ambisce a illustrare le caratteristiche della società statunitense alla vigilia del voto di novembre, esplorando i temi che più di tutti rappresentano la diversità e la vitalità del paese, con uno sguardo ai suoi legami storici e politici con l’Europa di ieri e di oggi.

 

(dall’indice)

David W. Ellwood, L’evoluzione del «soft power», da Hollywood al Ttip, pp. 739-754

 

Obama: un bilancio

Tiziano Bonazzi, Il presidente di un’America divisa, pp. 755-762

Mario Del Pero, Prove di politica estera, pp. 763-770

Elisabetta Vezzosi, Se la società post-razziale non esiste, pp. 771-779

Stefano Luconi, «Todos americanos?». Incertezze e fallimenti sull’immigrazione, pp. 780-787

Moreno Bertoldi, Otto anni di politica economica, pp. 788-796

Arnaldo Testi, Un movimento conservatore di successo: il trionfo dei «gun rights», pp. 797-804

Federico Toth, «Obamacare» tra obiettivi e risultati, pp. 805-810

Raffaella Baritono, L’altra Obama: Michelle e la first «ladyship», pp. 811-819

 

Una finestra sugli Usa

Franco Minganti, Oltre Philip Roth: la letteratura americana al tempo di Obama, pp. 820-827

 

Macinalibro

Mattia Diletti, Joseph S. jr. Nye, Fine del secolo americano?, pp. 879-880

 

Tavola Rotonda: Dopo il secolo americano, in “Ricerche di Storia politica”, 1 novembre 2016, http://www.ricerchedistoriapolitica.it/tavole-rotonde-e-convegni/tavola-rotonda-dopo-il-secolo-americano/.

Ricerche di Storia politica pubblica le relazioni che Federico Romero (Istituto Universitario Europeo), Matteo Battistini (Università di Bologna) e Daniele Fiorentino (Università Roma Tre) hanno tenuto alla dodicesima edizione della Summer School CISPEA (3-6 luglio 2016), con l’introduzione di Tiziano Bonazzi (Università di Bologna), direttore della scuola.

 

Francesca Cadeddu, The Historical “Dispute of the New World.” European Historians of the United States and European History, Culture and Public Life, International Workshop, in “Transatlantica [On line]”, 2/2015, on line dal 31 maggio 2016, http://transatlantica.revues.org/7664.

The article is a review of the International Workshop “The Historical ‘Dispute of the New World’, European Historians of the United States and European History, Culture and Public Life” held in Turin in September 2015. It was inspired by the idea that European historians of the US, while writing on American past, have been often influenced by personal or cultural values, issues and concerns stemming from their national European locations. As a matter of fact, most of them have not “gone American,” maintaining both their cultural and national peculiarities and their Europeanness. Following Vaudagna’s idea, the two-day workshop sought connections between two levels of reasoning: the first aimed at identifying the peculiarities of various national (or regional) historiographical trends; the second tried to find commonalities and cleavages among various European trends.

 

Angela Santese, Ronald Reagan, the Nuclear Weapons Freeze Campaign and the Nuclear scare of the 1980s, in “The International History Review”, pp. 1-25.

This article examines the Reagan’s administration response to the nuclear scare and the ensuing antinuclear mobilization of the early 1980s. Specifically, it analyses the interaction between the Nuclear Weapons Freeze Campaign (NWFC) and the Administration’s Nuclear Arms Control Information Policy Group (NACIPIG), the ad hoc interdepartmental group created in order to counter the NWFC’s influence on public opinion and regain control of the debate on nuclear arms negotiations. By looking simultaneously at the NACIPIG’s records and the nuclear freeze campaign documents, the article analyses the interplay between the movement and the executive branch, aiming at understand how the White House responded to the domestic antinuclear challenge and in which way the movement influenced public opinion and affected in the end policy-making. The purpose is to offer a nuanced understanding of the role played by the antinuclear movement that, through its pressure on the U.S. public opinion and Congress, induced Reagan first to temper his bellicose rhetoric and then to alter his negotiating strategy with the Soviets.

 

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