Trump disordinatamente all’attacco, ma Clinton resta in testa nei sondaggi: il secondo dibattito fra i due candidati alla Casa Bianca, di Andrea Martino

Domenica 9 ottobre si è tenuto il secondo dei tre dibattiti televisivi che vedono confrontarsi i due candidati alla Casa Bianca. L’evento, come sempre trasmesso in diretta televisiva, è andato in scena alla George Washington University di Saint Louis, nel Missouri. Per l’occasione la struttura del dibattito è mutata rispetto al primo tenuto alla Hofstra University: i moderatori sono stati due – Martha Raddatz, corrispondente di ABC; e Anderson Cooper della CNN – e le domande sono state per metà formulate da loro, e per l’altra metà dal pubblico presente in sala. I due candidati hanno avuto due minuti a testa per rispondere a ciascun interrogativo, mentre la chiusura è stata affidata di nuovo ai moderatori, che hanno avuto a disposizione un minuto per formulare le ultime domande ai due nominees.

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Secondo il New York Times si è trattato di uno dei dibattiti per le elezioni presidenziali fra i più duri e violenti mai andati in onda sulla televisione americana. L’ora e mezzo di discussione e confronto fra i due candidati ha visto un Donald Trump focalizzato su una posizione aggressiva sia nei confronti di Clinton, sia dei due moderatori accusati di non incalzare adeguatamente la candidata democratica sullo scandalo delle email.

Trump è tornato a parlare alla pancia della nazione come nel corso dei dibattiti per le primarie di partito, secondo Glueck ed Isenstadt di Politico. Si è rivolto al blocco scontento degli elettori conservatori più ortodossi, sottoponendo ad un fuoco di fila di accuse Clinton ed il marito, circa le attitudini sessuali di Bill Clinton nei confronti delle donne, etichettando il contenuto della registrazione pubblicata dal Washington Post venerdì scorso come “chiacchiere da spogliatoio” rispetto a quanto compiuto dall’ex presidente degli Stati Uniti. Hillary Clinton ha risposto a tono agli attacchi dello sfidante, sfruttando di riflesso i punti deboli di Trump emersi negli ultimi giorni, sottolineandone le pessime qualità morali e mostrando “qualità presidenziali” ben più accentuate.

Dichiarazioni sessiste, sfruttamento delle risorse energetiche, islamofobia crescente negli Stati Uniti e posizione internazionale sulla vicenda siriana: sono stati questi i principali argomenti toccati nel corso del dibattito. Le risposte date da Trump non sono state propositive, bensì aggressive: addirittura sul caso della Siria il candidato repubblicano ha sconfessato pubblicamente quanto affermato dal suo vice soltanto quattro giorni prima. Pence infatti, nel corso del dibattito tra i due aspiranti vicepresidenti di martedì 4 ottobre, aveva fermamente dichiarato che se la Russia dovesse continuare a prendere parte ad azioni di bombardamento di concerto con le forze del regime siriano, gli Stati Uniti dovrebbero intervenire militarmente sul suolo del paese mediorientale, scontrandosi con l’esercito di Putin.

Riguardo allo scandalo dell’account email che qualche mese fa ha coinvolto Clinton, Trump ha invece sganciato una vera e propria bomba che ha sconvolto tutte le considerazioni finali ed i sondaggi post-dibattito. Il nominee repubblicano ha infatti affermato che, qualora venisse eletto, si adopererebbe insieme al futuro ministro della giustizia per incarcerare Clinton. La candidata democratica ha sottolineato come questa affermazione metta in mostra la reale inadeguatezza di Trump ad assumere la carica di presidente eletto in un paese democratico, e molti giornalisti ed opinionisti, tra i quali Yoni Appelbaum su The Atlantic ed il premio Pulitzer David Maraniss, hanno definito questa minaccia come l’espressione del concetto di base di uno stato dittatoriale.

Probabilmente Trump è riuscito a bloccare l’emorragia tra le fila repubblicane che da venerdì aveva indebolito fortemente il sostegno alla sua candidatura, come spiega Eli Stockols su Politico (emorragia ferma per il momento a 70 fra rappresentanti, senatori ed esponenti nazionali e locali del GOP, stando a quanto scritto da The Nation), ma i primi sondaggi pubblicati dalla CNN e ripresi da Vox hanno mostrato come il 57% degli spettatori abbia assegnato la vittoria del secondo dibattito a Clinton, contro il 34% a favore di Trump. E anche un altro sondaggio redatto da YouGov, condotto su 812 elettori registrati, ha visto dare la vittoria a Clinton nel 47% dei casi, contro il 42% a favore di Trump.

Il terzo e conclusivo dibattito televisivo si terrà il prossimo 19 ottobre presso la University of Nevada di Las Vegas, nello Stato del Nevada.

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