Mike Pence VS Tim Kaine: Alcune analisi della stampa statunitense sul dibattito fra i candidati alla Vicepresidenza.

Il secondo dibattito tv della campagna per le elezioni presidenziali 2016 ha visto affrontarsi i due candidati vice-presidente Tim Kaine, senatore della Virginia e partner di Hillary Clinton per i Democratici, e Mike Pence, governatore dell’Indiana e partner di Donald Trump per i Repubblicani. Il confronto si è tenuto alla Longwood University di Farmville, Virginia, ed è stato moderato dalla giornalista di CBS News Elaine Quijano.

pence kaine

I sondaggi divulgati da CNN a dibattito appena concluso hanno assegnato la vittoria a Mike Pence col 48% delle preferenze, contro il 42% raccolto dal suo avversario Tim Kaine. In passato, scrive l’Editorial Board del New York Times, abbiamo visto candidati alla presidenza cercare di difendere una scelta improbabile per la vice-presidenza, ma mai abbiamo visto un candidato alla vice-presidenza cercare di difendere un candidato alla presidenza considerato una scelta bizzarra. Eppure, era quello il compito che il governatore Mike Pence dell’Indiana ha dovuto affrontare nella notte del 4 ottobre, ossia difendere Donald Trump, un candidato che disprezza molti dei principi, gran parte dell’agenda politica e l’intero establishment del Partito repubblicano. Al contrario, durante il dibattito Pence ha ignorato le proposte più controverse di Donald Trump, descrivendo invece un candidato presidente più convenzionale, un repubblicano di destra molto più simile a sé stesso che non a Trump.

Invece, Tim Kaine si è avvicinato di più al suo compito, con una performance da candidato tradizionale alla vicepresidenza. Ha giocato in attacco, usando tutte le occasioni per costringere Mike Pence a rispondere di ogni affermazione orribile pronunciata da Donald Trump nel corso della sua campagna elettorale. Questa strategia, scrive Jonathan Capehart su Washington Post, dimostra che Tim Kaine ha fatto bene il suo lavoro. Inoltre, Capehart è d’accordo con i molti commentatori e osservatori politici che hanno notato come l’atteggiamento di Mike Pence abbia dato l’impressione che stesse preparandosi il terreno per una eventuale corsa presidenziale nel 2020.

Alla vigilia del confronto, Jonathan Martin del New York Times scriveva che il dibattito vice-presidenziale avrebbe dato l’opportunità di affrontare un argomento che da sempre è dominante nel dibattito pubblico statunitense: le questioni di moralità pubblica e il peso della fede religiosa in politica. Tim Kaine e Mike Pence condividono una profonda fede religiosa che è una caratteristica fondamentale della loro vita politica, ma rappresentano filoni diversi del cristianesimo nella vita pubblica americana, un contrasto che avrebbe potuto venire alla luce discutendo di questioni sociali o su come le loro credenze religiose avessero potuto influenzare il loro approccio di governo.

Emma Green analizza per The Atlantic come i due candidati abbiano affrontato il tema del loro rapporto con la fede. Ed è qui che Mike Pence ha provocato il suo avversario sul tema dell’aborto. Egli ha attaccato Clinton su una questione della massima importanza per tanti conservatori, compresi quelli che hanno dichiarato che mai voteranno per Donald Trump. Ma il modo in cui Pence ha gestito la questione può essere visto come una velata critica al modo in cui lo stesso Trump ha gestito il tema dell’aborto in passato.

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