Il Kentucky, tra populismi e creazionismi

Il 17 maggio lo stato dell’Oregon ha votato per entrambi i partiti assegnando una vittoria scontata a Donald Trump e una vittoria forse non altrettanto certa a Bernie Sanders, che porta a casa 34 delegati su 73, con un distacco di 12 punti percentuali da Hillary Clinton. Nella stessa data si è espresso anche il partito democratico del Kentucky (i repubblicani avevano votato il 5 marzo), assegnando a Clinton lo 0,5% di voti in più e, di fatto, lo stesso numero di delegati ai due candidati. In questo caso i risultati confermano le tendenze populiste della campagna elettorale, che trovano nel Kentucky l’esempio lampante della loro derivazione movimentista (su questo hanno già scritto Lorenzo Costaguta e Nicola Cucchi, mentre Tiziano Bonazzi ha trattato il tema durante la XI Summer School CISPEA).

Già nel 2015 avevamo guardato alla politica interna del Kentucky con un articolo di Ronald Formisano sulle Koch Industries. In quell’occasione, l’autore aveva descritto i legami tra la compagnia petrolifera, il gruppo di azione politica Prosperity for Americans e il partito repubblicano in Kentucky, delineando una strategia il cui risultato era (ed è tutt’ora) un aumento delle diseguaglianze economiche.

Ark-Encounter_Kentucky_USA_Answers-in-Genesis_Troyer-Group_b_dezeen_1568_0Lo stato, considerato tradizionalmente una roccaforte democratica al sud, è attualmente governato da Matt Bevin, ricco imprenditore di Louisville sostenuto dal Tea Party e secondo governatore repubblicano degli ultimi 40 anni. Di recente, la revisione del bilancio dello stato lo ha esposto a numerose critiche: ha tagliato i finanziamenti alla scuola pubblica e in particolare all’università (4,5% all’anno), prevede di rivedere i fondi destinati alla sanità attraverso il programma Medicaid, ma ha anche appoggiato insieme ai membri del suo gabinetto l’esenzione dal pagamento di 18 milioni di dollari in tasse per il progetto di un parco a tema sull’Arca di Noé, progettato nel rispetto delle teorie creazioniste e destinato ad assumere solo cristiani.

stop-war-on-coal-fire-obamaTra le fila dei repubblicani sono annoverati anche i senatori:  Mitch McConnell, conosciuto per l’auto-ostruzionismo in aula, e Rand Paul, che ha sospeso la sua campagna per le presidenziali lo scorso 3 febbraio. Ciononostante, è il partito democratico a smuovere il maggior numero di elettori. Per le primarie, gli elettori repubblicani sono stati soltanto 265 mila, a fronte di quelli democratici che hanno superato le 420 mila unità. La narrazione delle dinamiche politiche è tuttavia in mano alla Destra, che non ha mancato di diffondere false notizie in merito al presidente Barack Obama e ha costruito una vera e propria “War on coal” contro i regolamenti emessi dall’EPA, l’agenzia federale per la protezione dell’ambiente.

In ultimo, vi segnaliamo la controversia su un murales dell’Università del Kentucky (di Ann Rice O’Hanlon) , nel quale veniva raffigurata la prosperità in epoca precedente alla guerra civile: al benessere dei bianchi è contrapposta la schiavitù dei neri, nel tentativo di mostrare come l’economia schiavista abbia contribuito alla costruzione dell’economia dello stato. Dopo una serie di proteste, l’università ha deciso di coprire il murales in attesa di decidere se conservarlo o rimuoverlo.

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