Who’s Got the Power: ecco chi decide in attesa del Super Tuesday

Bush annuncia il suo ritiro dalle primarie repubblicane, 20 febbraio 2016

Bush annuncia il suo ritiro dalle primarie repubblicane, 20 febbraio 2016.

Le attese tappe elettorali di sabato scorso, che hanno visto la vittoria di Donald Trump con un vantaggio di dieci punti sui suoi avversari, la ritirata di Jeb Bush e un respiro di sollievo per Hillary Clinton, hanno messo fine al lungo dibattito della settimana appena conclusa, focalizzatosi sul forte impatto del New Hampshire e i riflessi su entrambi gli schieramenti.

Dopo che Bernie Sanders era riuscito a raccogliere 6.4 milioni di dollari nelle 24 ore successive alla chiusura dei seggi, anche Thomas Piketty è intervenuto confermando quanto il senatore del Vermont si stia rivelando capace di catalizzare l’insofferenza diffusa e di stimolare l’inaugurazione di una nuova e rinnovata era politica. Attraverso questa chiave di lettura si è anche interpretata la nuova sconfitta di Hillary Clinton, che ha visto sfumare l’appoggio di Richard Trumka a seguito della dichiarazione di neutralità di AFL-CIO durante le primarie.

I repubblicani, d’altra parte, dopo una breve riemersione di Kasich e la prima schiacciante vittoria di Trump, si sono concentrati sulla battaglia tra Cruz e Rubio per il secondo posto in South Carolina, rimasta praticamente irrisolta. Se da un alto la governatrice Nikki Haley aveva confermato il suo endorsement per il senatore della Florida, un agguerrito Cruz aveva invece centrato i suoi interventi sulla national security, riuscendo a intercettare la grande porzione di elettorato costituita da veterani e famiglie di militari. Tuttavia, la vittoria di Trump è stata impareggiabile e ampiamente preannunciata, raccogliendo ampio favore tra uomini, donne, evangelici e under50.

Ma i grandi protagonisti del dibattito sulla stampa sono certamente stati i democratici, con le previsioni sul comportamento elettorale di donne e minoranze, queste ultime ora protagoniste dopo le prime due tornate elettorali. Il risultato del caucus in Nevada ha dimostrato l’importanza di questo stato, nonostante la bassa affluenza, per osservare il posizionamento di minoranze sempre più centrali politicamente: se i Latinos hanno confermato la loro crescente partecipazione, favorendo Sanders con il 68% dei voti degli under 45, gli Afroamericani si sono fidati di Hillary Clinton, certo influenzando le aspettative sui prossimi appuntamenti elettorali.

Clinton festeggia la vittoria in Nevada, 20 febbraio 2016.

Clinton festeggia la vittoria in Nevada, 20 febbraio 2016.

Non a caso, con gli occhi puntati alle votazioni del 27 febbraio, la scorsa settimana Sanders ha incontrato Al Sharpton e altri leader afroamericani, mentre Hillary Clinton, di fronte al pubblico dello Schomburg Center for Research in Black Culture di Harlem, ha promosso un piano di 125 miliardi di dollari per assistenza alle comunità povere, con programmi di formazione al lavoro e di reinserimento sociale degli ex-detenuti. Sempre in South Carolina, ci si aspetta che le afroamericane rappresentino l’ago della bilancia dello schieramento democratico, ricordandoci ancora una volta che saranno le donne – non solo per le gender politics – le protagoniste delle prossime elezioni. Come dimostrato da quello che The New York Times ha definito uno scisma generazionale, le donne giovani hanno ormai  abbandonato risolutamente Hillary Clinton, inducendo il suo staff a proporre nuove strategie per intercettare tutta la porzione sempre più incisiva dei Millennials, che in New Hampshire avevano consegnato a Sanders uno stacco di 59 punti.

In questo clima di ancora relativa incertezza e di fiato sospeso in attesa del Super Tuesday, i dibattiti piuttosto confusi attorno alla successione di Antonin Scalia hanno inoltre contribuito a riscaldare la competizione delle primarie, preannunciando quanto la futura configurazione della Corte Suprema sarà tra le più cruciali issues elettorali su cui i candidati si confronteranno nelle prossime settimane.

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