Book Club n. 4 – Giugno 2015

Il Book Club è una proposta della riflessione storiografica che C’era una volta l’America ospita tra le righe della rubrica Americana. L’iniziativa ha lo scopo di stilare periodicamente un elenco delle pubblicazioni segnalateci da ex alunni, studiosi e appassionati, riguardanti pubblicazioni italiane e non, attinenti alla storia americana.

Invitiamo tutti i lettori a inviarci nuove segnalazioni all’indirizzo ceraunavoltalamericacispea@gmail.com.

 

M. Battistini, “Insurrections, Bank and Private Contracts: How Society shaped the Constitutional Order during the American Revolution”, Storicamente, 33, 10 (2014), pp. 1-15.

Looking at the revolutionary context of Pennsylvania, the essay analyzes the continuous movement of rebellions during the American Revolution in order to highlight the process of institutionalization of the constitutional order, namely the changeable power relationship that shaped society. The essay reconstructs: 1) the battle for free trade and freedom of property and the resulting rising of the mercantile class as a national elite; 2) the mercantile political project of ordering society by creating a national system of public credit based upon the institution of the public debt and the foundation of the first national bank; 3) the vicissitudes of the bank by analyzing Dissertations of Government, the Affairs of the Bank and Paper Money (1786), one of the most underrated pamphlets of Thomas Paine. By this way, the essay shows how the principle of popular sovereignty and the language of rebellion were intended to be institutionalized as part of the constitutional order that was formalized in 1787-88.

http://storicamente.org/battistini_rebellion

 

L. Campus, I sei giorni che sconvolsero il mondo, La crisi dei missili di Cuba e le sue percezioni internazionali, Firenze 2014, pp. 540.

campusPunto di svolta della Guerra fredda nonché dell’era nucleare tuttora aperta, la crisi di Cuba è uno degli eventi più studiati dalla storiografia internazionale. Questo libro – il primo italiano sul tema da vent’anni a questa parte – non si limita ad aggiungere particolari a una produzione ampia e variegata, ma attua un ribaltamento di prospettiva, ricostruendo non solo gli eventi, ma anche le sue percezioni internazionali. Il “braccio di ferro” atomico verificatosi nell’ottobre 1962 fu infatti uno shock globale, capace di suscitare reazioni nei contesti più diversi: presso governi, opinioni pubbliche, media, intellettuali, politologi, artisti, scienziati, religiosi. E si tratta di reazioni rivelatrici, come mostrano qui i casi di USA e Italia. Muovendo da una reinterpretazione di Braudel e McLuhan e poggiando su una vasta documentazione inedita reperita in sette anni di ricerche (tra archivi di vari Stati e un’analisi certosina della stampa internazionale di quei giorni), il libro da un lato mostra il carattere della crisi come esperienza globale, dall’altro comincia a indagarne la dimensione socio-culturale, finora trascurata, ma destinata a diventare la prossima frontiera della storiografia su quest’evento.

http://www.mondadorieducation.it/libro/leonardo-campus/i-sei-giorni-che-sconvolsero-il-mondo/120900042793

 

E. Di Nolfo, Il mondo atlantico e la globalizzazione, Milano 2014, pp. 224.

9788861843554gEsiste una stretta interdipendenza tra l’Unione Europea e gli Stati Uniti: il tema è al centro dei dibattiti del Parlamento europeo. Questo libro discute la divaricazione tra economia pianificata e economia capitalistica e il modo in cui i paesi occidentali vissero la Guerra fredda. Lo scontro bipolare era accompagnato da una dialettica interna al sistema atlantico. La fine dell’Urss mutò i rapporti globali, senza intaccare l’interdipendenza del modo di produzione capitalistico. Nacquero invece nuovi problemi, come la dominazione degli Stati Uniti e la crescita di nuove potenze, quali la Cina e l’India. Si trattava di sfide per il sistema atlantico, che continua a prevalere, ma che in prospettiva può essere sopraffatto dalla concorrenza asiatica. Di qui le ragioni di una nuova intesa atlantica che dia vita a un soggetto economico-politico che ricopra un ruolo centrale nell’economia globale. Tre capitoli del saggio documentano l’importanza del tema in termini statistici, in termini politici e con una ricostruzione delle fasi del negoziato.

 

F. Lorefice, “La politica del governo degli Stati Uniti nella Guerra civile spagnola”, Ricerche di storia politica, 2 (2013), pp. 183-198.

The article discusses the historiographical debate on the policy of the United States government toward the Spanish Civil War. The essay focuses on two crucial issues. The first are the reasons of the «non-intervention», which resulted in a series of legislative measures such as the «moral embargo» of August 1936, the Joint Congressional Resolution of January 1937, and the  Neutrality Act of May 1937. The second issue are the reasons that rendered the Roosevelt Administration «deaf» to the requests of politicians and exponents of civil society to extend, at first, the embargo to Germany and Italy, and to eventually lift it at a later time. In particular, the author discusses the historiographical interpretations on Roosevelt’s behavior during the Civil War and compares the U.S. and the Spanish historiographies.

http://www.rivisteweb.it/doi/10.1412/73834

 

F. Lorefice, “L’Amministrazione Roosevelt e la Guerra civile spagnola”, Spagna Contemporanea, 44 (2013), pp. 83-101.

Il saggio esamina la politica adottata dall’Amministrazione Roosevelt nei riguardi della guerra civile spagnola. La scelta degli Stati Uniti di rimanere neutrali,astenendosi tuttavia dal partecipare ai lavori del Comitato di Non-Intervento,suscitò un vivace dibattito, all’interno e all’esterno dell’Amministrazione, dicui si dà conto nel presente lavoro. Particolare attenzione viene infineprestata alle implicazioni del conflitto spagnolo sulla politica statunitense di «Buon Vicinato» nei riguardi del Centro e del Sud America e per quella della «Porta Aperta» nei riguardi dell’Estremo Oriente.

 

M. Pretelli, “La Olivetti, la sponsorizzazione culturale, gli Stati Uniti”, Mondo Contemporaneo, 2 (2014), pp. 33-58.

Negli anni Ottanta del Novecento in Italia si iniziò a parlare delle “sponsorizzazioni culturali”, cioè delle poco diffuse iniziative di aziende/multinazionali italiane, sia private che pubbliche, a sostegno del patrimonio artistico nazionale, o di manifestazioni culturali. Tuttavia, già dalla metà degli anni Sessanta, l’azienda di Ivrea Olivetti aveva iniziato un’intensa attività di organizzazione di grandi mostre d’arte, soprattutto all’estero. Molte di queste esposizioni vennero realizzate negli Stati Uniti, paese con cui l’azienda aveva importanti legami commerciali e culturali. Tenendo presente il contesto italiano e internazionale, il saggio analizza la filosofia e le pratiche della Olivetti per l’organizzazione di eventi culturali dalla metà degli anni Sessanta sino agli inizi dei Novanta. In particolare, si analizzerà il fenomeno come componente della comunicazione d’impresa e specificamente rispetto alle “relazioni pubbliche”, cioè l’insieme delle pratiche attraverso cui un’impresa (o una multinazionale) cerca di affermare una buona immagine di sé all’esterno.

http://www.francoangeli.it/riviste/Scheda_Rivista.aspx?IDArticolo=53071&idRivista=136

 

D. Rossini, Donne e propaganda internazionale. Percorsi femminili tra Italia e Stati Uniti nell’età della Grande Guerra, Milano 2015, pp. 240.

rossiniLa propaganda internazionale si afferma nella Grande Guerra, quando nascono organismi pubblici grandi e complessi per esaltare non solo i fini bellici di ogni nazione, ma la loro stessa immagine presso le opinioni pubbliche di paesi alleati e neutrali. Nuove figure femminili sono coinvolte in questa attività, utilizzando le loro nascenti professioni. Seguire le vicende biografiche di tre di loro – Amy Bernardy scrittrice, Maria Loschi giornalista e Guglielmina Ronconi assistente sociale – ci permette da un lato di vedere concretamente i mezzi e i temi di questa forma di propaganda e dall’altro di mettere a fuoco i loro ruoli inediti nel campo delle relazioni italo-americane dell’epoca. Non figure isolate, ma donne impegnate nelle loro professioni e immerse in una realtà transnazionale vivace e propositiva dal punto di vista sociale, culturale e politico. Lo sfondo è quello dell’affermarsi della società di massa in Occidente, dell’intensificazione degli scambi nell’area atlantica e del diffondersi dei processi di americanizzazione della società italiana, tutti fenomeni iniziati durante la Belle Époque ma giunti a maturazione durante la guerra.

http://www.francoangeli.it/Ricerca/Scheda_Libro.aspx?ID=22729

 

C. Taddei, Mito e realtà del magnifico nuovo mondo, Torino 2015, pp. 484.

taddeiFacendo perno sulla politica interna ed estera USA, il libro è una storia del nostro tempo, in particolare di quanto è accaduto nel 2013 e 2014, incluse le grandi crisi, dalla guerra in Ucraina (di cui offre un rapporto globale) al conflitto con il gruppo jihadista ISIS. È un’analisi inedita della politica USA, e per questa via è un contributo unico per il modo in cui unisce prospettiva storica e attualità politica. Il libro entra negli ingranaggi della politica americana. Racconta la trasformazione degli USA in una socialdemocrazia con larghi programmi di welfare. Documenta le tematiche relative all’immigrazione; le dimensioni della guerra al terrorismo; i contorni delle minacce cyber. Il tema non è solo la politica: il libro racconta la società disomogenea e confusa, segnata dal disincanto, dell’America di oggi. Molta parte del libro è dedicata alla politica estera. Indagare mito e realtà della politica USA significa inquadrare il tema del ruolo USA nel mondo. Il libro rovescia le percezioni dominanti in Italia riguardo alla presidenza Obama. Obama è un’icona della sinistra europea, e ciò ha aiutato a superare divisioni strumentali. Ma, per gli USA, Obama è stato un presidente molto di parte; ed anche un presidente che ha governato poco. Il libro offre in modo singolare una visione lontana da convenzioni e luoghi comuni. E intanto, inseguendo la portata globale e il significato degli eventi, il libro descrive i lineamenti di un’America fascinosa e incoerente.

http://www.robinedizioni.it/nuovo/mito-e-realta-del-magnifico-nuovo-mondo

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