Book Club n. 3 – Dicembre 2014

Il Book Club è una sezione della riflessione storiografica che C’era una volta l’America propone tra le righe di Americana. L’idea nasce dall’iniziativa, inaugurata nel Numero 6 della Newsletter, di stilare periodicamente un elenco delle pubblicazioni degli ex alunni CISPEA.

Nel Book Club si trovano le segnalazioni che ci giungono da ex alunni, studiosi e appassionati, riguardanti pubblicazioni italiane e non, attinenti alla storia americana.

Invitiamo tutti i lettori a inviarci nuove segnalazioni all’indirizzo ceraunavoltalamericacispea@gmail.com.

 

Iperstoria, 4 (2014), contiene una sezione monografica e altri saggi di americanistica.

Selezione di titoli:

Sezione monografica,  Ancestors/antenati a cura di Roberto Cagliero e Donatella Izzo.

Sezione generale

http://www.iperstoria.it/joomla/

 

In fuga. Temi, percorsi, storie, numero monografico della rivista L’Analisi linguistica e letteraria, atti del convegno tenutosi a Milano 1-2 marzo 2013, a cura di Federico Bellini e Giulio Segato, 22 (2014). Nel volume è presente un’ampia sezione di americanistica.

Selezione di titoli:

http://www.educatt.it/libri/all/ALL_Fascicoli.asp

 

G. Abbattista (ed.), Moving Bodies, Displaying Nations: National Cultures, Race and Gender in World Expositions. Nineteenth to Twenty-first Century, Trieste, EUT, 2014, 301 pp.

Abbattista_movingOver the past twenty years international and universal world expositions have been extensively researched as subjects of a thriving historiography with a distinctly comparative outlook. Numerous academic disciplines – particularly under the impetus of transnational, global and post-colonial approaches – have contributed to our understanding of them as major events tightly linked to fundamental historical phenomena such as nationalism, globalization, imperialism, consumerism, mass society and culture, scientific and technological progress, modernization and modernity itself. The essays collected in this volume explore different aspects of nineteenth and twentieth-century world expositions from the perspective of social and political history, the history of literature and of the performing arts, the history of ethno-anthropology and cultural history in general. They exemplify the different ways world expositions have affected popular imagination, literary creativity, forms of public entertainment, and social and political agency. These original contributions add significantly to what is now recognized as an established and dynamic field of research.

In particolare, si segnalano:

L. Buonomo, Showing the World: Chicago’s Columbian Exposition in American Writing

E. Bini, Drawing a Global Color Line: “The American Negro Exhibit” at the 1900 Paris Exposition

M. Pretelli, Italian Migrants in Italian Exhibitions from Fascism to the Early Republic

E. Vezzosi, The International Strategy of African American Women at the Columbian Exposition and Its Legacy: Pan-Africanism, Decolonization and Human Rights

Open access: https://www.openstarts.units.it/dspace/handle/10077/10415

 

G. Bassi, «The Most Diverse Nation on Earth». Gli Stati Uniti: una storia eccezionale?, in  Historia Magistra, 14 (2014), pp. 46-64.

Starting from the popular question formulated by Sombart in 1906 (‘Why is there no socialism in the United States?’), the article intends to present and discuss the problematic issue of American ‘exceptionalism’; the historiographical topos –not just American– which affirmed the existence of peculiar, ‘unique’, and ‘exceptional’ qualities in the historical evolution and in the American political culture. The essay offers a historiographical reconstruction of the American ‘Left’ in the late Nineteenth century and early thirties of the Twentieth century, and follows out the main historiographical arguments on American exceptionalism, showing that these studies are based on the idea of a single and unique model of historical and political development, a Eurocentric model, characterized by a unhistorical and strongly deterministic perspective.

http://www.francoangeli.it/riviste/Scheda_Rivista.aspx?IDArticolo=51542&idRivista=157

 

A. Benvenuti, «Cuba si, Yanquee no!»: il radicalismo afro-americano e la Cuba di Fidel dalla vittoria della rivoluzione alla Baia dei Porci, in Contemporanea, 2 (2014), pp. 251-71.

The article retraces the reactions of the African American liberation movement to the Cuban revolution and the following relations between some activists and Fidel Castro’s Cuba from 1959 until the Bay of Pigs invasion. Analyzing the papers of the African Americans who traveled to Cuba, those of several progressive organizations and the newspapers, the research focuses in particular on three crucial aspects: the African Americans’ reactions to the revolution, Castro’s trip in New York in September 1960 and his meeting with Malcolm X, the African Americans’ responses to the Bay of Pigs invasion. Considering the period 1959-1961 as the time when the groundwork was laid for the birth of an alliance between African Americans and Castro’s Cuba, the article shows how the revolution influenced the black freedom movement’s political demands – at least those of its more radical wing. It was in particular after the success of the Cuban revolution that many activists elaborated internationalist ideologies which brought them closer to the Third world nationalistic movements and which inspired the African-American protests during the Black Power years.

http://www.rivisteweb.it/doi/10.1409/76638

 

A. Benvenuti, Gli afro-americani e la lotta per i diritti negli anni della guerra fredda, in Passato e Presente, 92 (2014), pp. 109-25.

The article explores the relations between the black freedom struggle and the Cold War in American historiography. The essay proposes a reading of the so-called “cold war/civil rights” studies through two major currents. The first one examines the connections between Cold war politics and civil rights reforms in the United States during the Cold war; the second one analyzes the political interactions and the mutual ideological influence between several African-American activists and the Third world anti-colonial movements.

http://www.francoangeli.it/riviste/Scheda_Rivista.aspx?IDArticolo=51382&idRivista=98

 

T. Bertaccini, Le Americhe Latine nel XX secolo, Milano, Feltrinelli, 2014.

le-americhe-latine-nel-ventesimo-secolo-216846I processi politici, economici e sociali degli ultimi due decenni del Novecento hanno profondamente trasformato l’America latina. Oggi, la regione latinoamericana presenta un volto nuovo. Uno dei cambiamenti epocali è dato dalle vittorie elettorali dei governi progressisti, quello che è stato definito il “giro a sinistra”, e che si è protratto per tutto il primo decennio del nuovo millennio. Nella regione coabitano molte sinistre, da quella legata al passato rivoluzionario di Daniel Ortega in Nicaragua, alle diverse anime della sinistra messicana del PRD in Messico, alle “zone grigie” in cui si iscrive la sinistra argentina sempre in bilico fra opposizione e alleanza con un peronismo rinnovato che si dichiara di sinistra, fino ai cambiamenti attuali, ancora in corso, della sinistra marxista cubana. Oggi, come in Europa, la frontiera tra destra e sinistra si è fatta labile. Comunque, e questa è la cosa più significativa, sin dall’inizio del nuovo millennio in America latina vi è stata una chiara tendenza al miglioramento nel processo di democratizzazione. Il ciclo di oscillazione fra regimi democratici e autoritari, che aveva caratterizzato il subcontinente durante il secolo passato, sembra finalmente essersi concluso ed è la prima volta che le democrazie latinoamericane hanno una vita così lunga. Nonostante il bilancio positivo sulla democrazia elettorale, le sfide che la regione deve affrontare sono ancora molte.

http://www.lafeltrinelli.it/libri/tiziana-bertaccini/americhe-latine-ventesimo-secolo/9788807885273

 

A. Bitumi, Un ponte sull’Atlantico. Il “Programma di visitatori” e la diplomazia pubblica della Comunità europea negli anni Settanta, Bologna, Il Mulino, 2014, 150 pp.

Bitumi_ponteIl dibattito sulla dimensione esterna dell’Unione europea, sulla rilevanza della sua azione globale e sulla sua identità, è da anni al centro di importanti riflessioni nell’ambito degli studi europei e internazionali. Nel corso del processo di integrazione, la CE/UE ha progressivamente maturato una propria capacità di proiezione oltre i confini comunitari, espressa principalmente tramite l’articolazione di complesse relazioni esterne, a partire da quelle in ambito transatlantico. Il volume esamina questa dinamica da una prospettiva originale, offrendo al lettore la ricostruzione storica di uno dei primi progetti comunitari di diplomazia pubblica, il «Programma di visitatori» della Comunità europea. Nato sull’onda lunga della «relance européenne», inaugurato all’Aja nel 1969 e ispirato dalla pratica della «public diplomacy» statunitense, esso rappresenta una tappa importante del percorso di costruzione dell’Europa unita e costituisce un caso di studio interessante per la ricerca storica sull’integrazione europea e sulle relazioni transatlantiche durante la guerra fredda.

https://www.mulino.it/isbn/9788815251442

 

L. Castagna, Un ponte oltre l’oceano. Assetti politici e strategie diplomatiche tra Stati Uniti e Santa Sede nella prima metà del Novecento (1914-1940), Bologna, Il Mulino 2011; edizione rivista, in inglese A Bridge Across the Ocean, The United States and the Holy See between the Two World Wars, Washington, D.C., The Catholic University of America Press 2014, 193 pp.

2014F0024695The book focuses on the relations between the United States and the Holy See from the First World War to the eve of the Second, through the combination of American, Italian and Vatican sources.

More than an overall picture of the American and Vatican foreign policy during the first half of the 20th Century, the book analyzes the U.S.-Vatican rapprochement in a multifaceted way, considering both the international and the internal sphere. The book discusses the spread of anti-Catholicism in the United States during the first two decades of 20th Century, and its repercussions on the American administrations’ behavior during and after the Versailles Conference, together with the changes that occurred in the Holy See’s attitude toward the American Church and the White House after the election of pope Pius XI. Furthermore, it explores the convergence of the New Deal legislation with the Church’s social thought, and demonstrates how the “partial” U.S.-Vatican rapprochement in 1939 resulted from Roosevelt and Pacelli’s common aim to cooperate, as two of the most important and global “moral Powers” in the struggle against Nazi-fascism.

The book deepens our understanding of American and church history during the first half of the twentieth century, from Church-State relations to the identification of diplomatic strategies and priorities.

https://www.mulino.it/isbn/9788815234155

http://cuapress.cua.edu/books/viewbook.cfm?book=CABA

 

L. Cominelli, L’Italia sotto tutela. Stati Uniti, Europa e crisi italiana degli anni Settanta, Milano, Mondadori Education, 2014, 368 pp.

9788800744966gAlle soglie degli anni Settanta, mentre il sistema internazionale andava incontro alla grande distensione fra USA e URSS, l’Italia si trovò ad affrontare una spirale di instabilità politica, violenza e declino economico così grave da suscitare da parte dei suoi alleati una serie di interventi per disinnescare il rischio di un collasso del sistema, inaccettabile nel gioco geostrategico e simbolico della guerra fredda. Costruito su un’ampia disamina delle fonti oggi finalmente disponibili, il libro esamina il ruolo degli Stati Uniti e dei maggiori stati europei nei passaggi salienti della nostra storia recente – la strage di Piazza Fontana, i tentativi di golpe, il terrorismo rosso e nero – cercando di sottrarsi a interpretazioni manichee per una lettura che possa illuminare l’ambigua condizione dell’Italia, membro a pieno titolo della Alleanza Atlantica, ma al tempo stesso «osservato speciale» da porre sotto tutela.

http://www.mondadorieducation.it/libro/lucrezia-cominelli/l-italia-sotto-tutela/120900040486

 

Gender / Genre, Saggi in onore di Maria Teresa Chialant a cura di Marina Lops e Eleonora Rao, Napoli, Liguori, 2014, 383 pp.

9788820764418gIl volume, concepito in onore dell’anglista Maria Teresa Chialant, raccoglie 29 saggi che offrono un variegato itinerario interpretativo attraverso le forme del narrare, della rappresentazione scenica e della parola poe­tica, sia nel contesto della letteratura inglese e nordamericana che in quello delle letterature anglofone. A fare da filo rosso fra i diversi contributi è l’attenzione per i generi della enunciazione letteraria, sui quali viene svolta una riflessione prevalentemente, ma non esclusivamente, orientata a indagare la complessa relazione che il ‘sistema dei generi’ istituisce con la nozione di gender, intesa come categoria di analisi e interpretazione del fatto letterario. Pur nella varietà delle metodologie adottate, la cornice di riferimento per la gran parte dei contributi è l’orizzonte teorico inaugurato dalla critica femminista e dagli studi di genere negli ultimi trent’anni del Novecento. I saggi, distribuiti in quattro sezioni, disegnano una fitta trama di percorsi letterari e intrecci culturali che spaziano dall’età di Shakespeare alla contemporaneità, ma investono anche l’esperienza del tradurre, esplorata alla luce del rapporto fra gender e traduzione.

http://www.liguori.it/schedanew.asp?isbn=6441

 

M. Pretelli, M. Longo, Refugee Roulette: Fences, Deflected Responsibilities and the Politics of Excision, in Australian Journal of Human Rights, 20 (2014), 163-202.

This article seeks to contextualize Australia’s asylum and refugee policies within international normative frameworks, focusing on jurisdictions in the European Union and the United States by way of comparison. The article finds that the convergence of asylum policies with securitization and border control produces outcomes inimical to human rights and that the decreasing commitment to asylum seekers is not unique to Australia. The article concludes that new conceptualizations of migrant and asylum policies, consistent with a transnational ethic of cosmopolitanism, global citizenship and burden sharing, are required if the protections offered under the Refugee Convention are to have meaning in the contemporary world.

 

Culture e transcultura nelle Americhe. Studi dedicati a Daniela Ciani Forza, a cura di Silvana Serafin, Venezia, La Toeletta, 2014, 296 pp.

Serafin_cultureIl presente volume, oltre ad essere una manifestazione d’amicizia di colleghi anglo e latino-americanisti, è un tangibile segno di riconoscimento dell’impegno generoso, qualificato e continuativo, profuso da Daniela Ciani Forza per il consolidamento del Centro di ricerca internazionale sulle letterature migranti “Oltreoceano-CILM”, dell’Università di Udine. L’intero suo percorso di studi, infatti, si snoda nei meandri interculturali creati dall’ibridazione di letterature e di lingue molteplici, per offrire la visione ‘unificatrice’ delle Americhe, all’interno di una caleidoscopica diversità.

http://www.tolettaedizioni.it/2014/08/culture-e-transcultura-nelle-americhe-studi-dedicati-a-daniela-ciani-forza/

 

M. Zinni, Schermi radioattivi. L’America, Hollywood e l’incubo nucleare da Hiroshima alla crisi di Cuba, Venezia, Marsilio, 2014, 315 pp.

zinni_schermiL’incubo nucleare ha funestato l’immaginario collettivo mondiale fin dalle prime notizie sulla distruzione della città giapponese di Hiroshima. Il 6 agosto 1945 si chiudeva una stagione luttuosa per il genere umano, ma il futuro di pace che si voleva costruire sorgeva all’ombra di una minaccia potenzialmente definitiva per le sorti del pianeta. Gli Stati Uniti vennero chiamati a confrontarsi direttamente con le profonde implicazioni dell’energia atomica e dei suoi possibili impieghi. Fu la politica stessa e furono gli uomini che per primi ebbero il compito di decidere dell’utilizzo di questa forza misteriosa e onnipotente a impostare un discorso ufficiale sulla nuova scoperta che ne dava un ritratto allo stesso tempo mitico e scientifico, in grado di proiettare la curiosità della società americana su orizzonti indefiniti, abitati da poche certezze e da molte fantasie, spesso cariche di dubbi e ansie. Negli anni più “caldi” della guerra fredda Hollywood, fabbrica di sogni e di inquietudini, si fece specchio dell’atteggiamento contrastante dell’opinione pubblica rispetto alla questione nucleare attraverso una serie di opere di genere poliziesco, noir, horror e fantascientifico che diedero consistenza cinematografica alle paure e alle speranze di una popolazione al tempo stesso affascinata e spaventata dall’atomo. Una narrazione pubblica che fondeva, fino a renderli indistinguibili, timori ancestrali e utopie futuribili, moniti millenaristici e promesse tecnologiche, fede e ragione, Dio e uomo.

http://www.marsilioeditori.it/libri/scheda-libro/3171791/schermi-radioattivi

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