Una grande assente per donne e minoranze? Riforma sanitaria e midterm elections

Nonostante le previsioni lo avessero individuato come uno dei temi attorno ai quali sarebbe ruotata la campagna elettorale per le elezioni di medio termine del prossimo 4 novembre, il Patient Protection and Affordable Care Act – più noto come ObamaCare – sembra essere stato quasi assente dal dibattito politico e pubblico a livello nazionale. Complice l’importanza assunta da fattori tradizionalmente di secondo piano per il rinnovo della Camera dei rappresentanti e di un terzo dei senatori – in primo luogo la politica estera –, i contrasti che hanno da sempre animato il dibattito e lo scontro tra democratici e repubblicani sulla riforma sanitaria sono spesso rimasti in ombra nella campagna elettorale fin dagli inizi dell’anno.

Firma dell’Affordable Care Act nel marzo 2010.

Firma dell’Affordable Care Act nel marzo 2010.

Sin dalla firma della legge nel marzo 2010, l’attenzione dei sondaggisti verso l’Affordable Care Act si è moltiplicata, rilevando che, nell’ultimo anno, la percentuale di coloro che ritengono di essere stati in qualche modo danneggiati dalla legge stessa è aumentata dal 19 al 27%. 1 Non un grande risultato per Obama a pochi giorni da un voto considerato sempre più cruciale per i prossimi due anni e per il futuro del partito democratico. Per questo motivo, a partire da qualche settimana, proprio nella fase più “calda” della campagna, i repubblicani hanno invertito queste tendenze, provando a riportare al centro dei dibattiti la riforma sanitaria, complice la notizia che in molti stati i previsti aumenti dei costi di sottoscrizione saranno visibili non prima del 15 novembre, superato dunque lo scoglio delle elezioni. 2 Già da settembre, in realtà, gli spot televisivi dei candidati repubblicani che attaccano la riforma sono notevolmente aumentati negli stati in cui la competizione è più serrata, tra i quali Kentucky, Iowa, Louisiana e Colorado. 3 In risposta, molti candidati e candidate democratiche, come la senatrice Jeanne Shaheen, in corsa per la rielezione nel New Hampshire, stanno cercando di controbattere con promesse di miglioramento della legge e, di recente, anche Hillary Clinton ha sostenuto l’importanza dell’ObamaCare per spingere le donne, che più degli uomini hanno beneficiato della riforma secondo il New York Times, 4 a recarsi alle urne.

Se, dunque, la campagna elettorale si è giocata soprattutto su crisi ucraina, situazione mediorientale, guerra all’ISIS, disoccupazione e crisi economica, la riforma sanitaria costituisce ancora, a dispetto della scarsa attenzione del dibattito pubblico sul tema, uno stimolo davvero dirimente per le posizioni dell’elettorato democratico – in particolare la fetta rappresentata da donne single e minoranze, afroamericani in primis 5 –, anche se la riforma stessa è ora ai suoi più bassi indici di approvazione, intorno al 43%. 6 Forse, però, un’attenzione più pronunciata proprio sull’ObamaCare avrebbe potuto rappresentare un fattore motivante per portare alle urne questi gruppi, cruciali per la vittoria alle presidenziali del 2012 – anche grazie ai benefici ottenuti dalla riforma sanitaria –, visto che la loro partecipazione alle prossime elezioni è ancora incerta e, dunque, pericolosa per la probabile sconfitta del partito di Obama. Vediamo perché.

GLI AFROAMERICANI

Supporters of the Affordable Care Act (ACA) march in the 29th annual Kingdom Day Parade on January 20, 2014 in Los Angeles, California.

Supporters of the Affordable Care Act (ACA) march in the 29th annual Kingdom Day Parade on January 20, 2014 in Los Angeles, California.

Nel discorso tenuto il 28 settembre 2014 al Congressional Black Caucus (CBC) – l’organizzazione che rappresenta i membri di colore del Congresso – Obama citava a proposito della riforma sanitaria due importanti dati: “We’ve seen a 26 percent decline in the uninsured rate in America. African Americans have seen a 30 percent decline”.  Il discorso si concludeva con un ripetuto appello al voto: “Get those souls to the polls”, “go out there and vote”. 7 L’invito a votare, per quanto possa apparire scontato in campagna elettorale, assume rilevanza se messo in relazione con i dati di affluenza al voto degli afroamericani nelle scorse elezioni di midterm del 2010, costate ai Democratici la maggioranza alla Camera dei Rappresentanti: rispetto alle Presidenziali del 2008, infatti, l’affluenza al voto degli afroamericani nel 2010 era calata del 21%, 8 creando un turnout gap decisivo. Questo dato, chiaramente, va interpretato tenendo presente il trend che vede la partecipazione alle elezioni di midterm storicamente inferiore alle presidenziali sin dal 1840, 9 con in particolare un calo generale, tra 2008 e 2010, di circa 21%. 10

Quest’anno, però, citando le parole di James Clyburn, membro della Camera dei Rappresentanti per il South Carolina: “The African American turnout in 2014 will have to be at the level of a presidential year turnout for us to do well”. 11 Ancora più drastica è Marcia L. Fudge, presidentessa del CBC, secondo cui: “Anybody who looks at the data realizes that if the black vote, and the brown vote, doesn’t turn out, we can’t win. It’s just that simple”. Secondo Sheryl Gay Stolberg del New York Times, un’affluenza di massa della componente afroamericana potrebbe cambiare gli equilibri in almeno cinque stati: Georgia, Louisiana, North Carolina e forse anche Arkansas e Kentucky. 12 Prendendo come esempio proprio la situazione in questi stati chiave, in un articolo del Washington Post del 20 ottobre viene invece sottolineato come il problema della mancata partecipazione degli afroamericani alle elezioni di midterm non possa interamente giustificare la probabile – secondo gli ultimi sondaggi – disfatta democratica alle imminenti elezioni. L’articolo compara, infatti, “a Democratic midterm wave (2006) to a Republican midterm wave (2010). The demographics of those two electorates was nearly identical. Yet the results were vastly different”. 13 Il vero problema risiederebbe, quindi, non tanto nella scarsa partecipazione della popolazione nera, ma nello scarso peso politico dei neri negli stati del sud, dove, nonostante costituiscano una parte consistente della cittadinanza attiva, si trovano a dover fronteggiare un elettorato bianco sempre più compatto dietro agli scudi del GOP. Basti pensare al caso della Georgia, dove nelle elezioni del 2012 solo il 16% dei bianchi ha votato per l’attuale presidente. Lo stesso meccanismo è avvenuto in Louisiana e in proporzioni minori in Arkansas e Kentucky. Si tratta di un peso politico che Obama sta cercando di arginare, intervenendo anche in prima persona per richiamare al voto gli afroamericani che, quando votano, votano democratico.

Un fattore che può mobilitare l’elettorato nero potrebbe essere la riforma sanitaria, la sopravvivenza della quale era già stata uno dei principali motivi dell’exploit afroamericano alle presidenziali del 2012; il rischio di una vittoria di Mitt Romney, il quale aveva promesso che, se fosse diventato presidente, avrebbe completamente smantellato l’ObamaCare, aveva, infatti, spinto alle urne gli afroamericani in percentuale per la prima volta maggiore rispetto ai bianchi. 14 Due anni dopo la riconferma del presidente democratico, la riforma sanitaria, secondo i dati riportati da Obama, ha portato un rilevante miglioramento nelle condizioni sanitarie della comunità nera.

A novembre, dieci giorni dopo le elezioni (15 novembre), si riaprirà il periodo utile per la sottoscrizione dell’assicurazione sanitaria, dopo un primo periodo, da ottobre 2013 a marzo 2014, in cui, secondo i dati raccolti da Entroll America e Civis Analytics e recentemente riportati dal New York Times, il tasso di non assicurati tra gli afroamericani è calato dal 24,1% al 16.1% (mentre tra la popolazione bianca la variazione è stata nettamente inferiore). 15 Il problema per la minoranza afroamericana sorge in quegli stati che, forti della decisione della Corte Suprema del 28 giugno 2012, hanno rifiutato di espandere il Medicaid.  Se da un lato la decisione della Corte aveva in qualche modo salvato il primo mandato di Obama (paradossalmente grazie al voto decisivo del Presidente della Corte, il giudice conservatore John Roberts), dichiarando costituzionale l’individual mandate, ovvero l’obbligo individuale di stipulare una polizza assicurativa, pena una sanzione pecuniaria, in quanto equiparabile a una tassa e ricadente pertanto nelle competenze del potere federale, dall’altro la medesima Corte aveva dichiarato incostituzionale l’estensione del Medicaid, tramite finanziamento condizionato agli stati, a tutti gli adulti con un reddito non superiore al 133% della soglia di povertà federale. 16 Questa seconda decisione della Corte ha legittimato il rifiuto dell’espansione del Medicaid da parte di 23 stati, tra i quali praticamente tutti gli stati del sud, nei quali risiede la maggior parte degli afroamericani. In questi stati,  come spiegato in uno studio della Kaiser Family Foundation, circa 4,8 milioni di adulti si trovano in una situazione di coverage gap, 17 si tratta cioè di persone che sarebbero state eleggibili per la sottoscrizione del Medicaid se i loro stati avessero deciso di accettare i finanziamenti federali, e che si trovano invece a rimanere esclusi dalla copertura sanitaria, dato che “they earn too much to receive Medicaid, but too little to receive federal subsidies to reduce insurance premiums”. 18  La maggior parte di questi individui, a queste condizioni, è destinata a rimanere quindi senza assicurazione. Dei 4,8 milioni di adulti rientranti nel coverage gap, sempre secondo lo studio della Kaiser Family Foundation, a farne le spese più di tutti tra le minoranze sarebbero proprio gli afroamericani (27%). 19

È importante incentrare l’analisi sulla minoranza afroamericana in particolare perché è quella più nettamente schierata tra le minoranze di rilievo negli Stati Uniti, basti pensare che nelle presidenziali del 2012 ben il 93% degli afroamericani ha votato democratico. 20 Inoltre, è la più coinvolta anche demograficamente, in quanto il rinnovo di un terzo del senato quest’anno coinvolge in buona parte stati con un’alta percentuale di popolazione di origine afroamericana. Per questo gruppo, di conseguenza, i benefici ottenuti dall’health care reform possono essere chiaramente un incentivo a confermare la fiducia al partito del presidente che ha voluto questa riforma. D’altra parte i repubblicani durante la campagna elettorale per le elezioni di midterm hanno esplicitato innumerevoli volte la loro opposizione all’ObamaCare; tra le ultime la critica della consulente conservatrice e afroamericana Chelsi P. Henry, che sulla rivista Ebony, destinata al pubblico afroamericano, puntava il dito contro le politiche sanitarie di Obama, colpevoli di aver realizzato “the exact opposite of what the Affordable Care Act (ACA) premised”. 21 In caso di una vittoria repubblicana alle elezioni di novembre il funzionamento della riforma tornerebbe a essere costantemente e seriamente messo in discussione. Secondo quanto prefigurato da Politico, un senato a maggioranza repubblicana non potrebbe abrogare l’Affordable Care Act, ma “could inflict deep and lasting damage to the president’s signature law”. L’obiettivo principale sarebbe “the medical device tax, the individual and employer mandates, the 30-hour workweek to qualify for coverage, and spending on a preventive health fund that Republicans call a slush fund”. 22

Il voto (o il non-voto) della comunità afroamericana deve quindi tenere conto anche di possibili scenari in questa direzione. Una direzione che, se confermata, in ogni caso non sarà favorevole alle minoranze. Proprio per questo la candidata democratica del Kentucky, Alison Lundergan, ha dichiarato che “she will fix the ACA if elected” e lo stesso è stato dichiarato anche dal democratico Mark Pryor in Arkansas, che nel supportare la legge si è rivolto proprio alla comunità afroamericana. 23 In Georgia, dove la lotta tra i due candidati è serratissima, è intervenuto direttamente Obama a sottolineare “if Michelle Nunn (candidata democratica N.d.R.) wins, that means that Democrats keep control of the Senate, and that means that we can keep on doing some good work”, 24 in primis l’espansione dell’ObamaCare. Questo è solo uno dei numerosi interventi che Obama sta facendo in questi ultimi giorni che precedono il voto per mobilitare un elettorato nero nei confronti del quale, secondo un recente sondaggio dell’Associated Press, mantiene tuttora un tasso di approvazione dell’85%. 25

LE DONNE

Manifestante in difesa dell’ACA con lo slogan “Hands off my ObamaCare”, adottata anche dal Democratic Senatorial Campaign Committee.

Manifestante in difesa dell’ACA con lo slogan “Hands off my ObamaCare”, adottata anche dal Democratic Senatorial Campaign Committee.

Un recente sondaggio commissionato dal GOP – partito cui sono prevalentemente legate donne bianche e sposate – ha stimato che il 49% delle donne americane vede il partito repubblicano bloccato nel passato e incapace di elaborare una women’s policy adeguata alle loro attuali condizioni economiche e sociali, 26 specialmente nel caso di donne giovani e single, anche in merito a temi quali contraccezione e accesso all’aborto. Proprio questi due elementi sono stati invece tra i più centrali nello scontro tra democratici e repubblicani in merito alla riforma sanitaria, portando tendenzialmente a un rimarcato sostegno delle donne non sposate, nere e latine al presidente Obama. E proprio in queste ultime fasi, l’attenzione dedicata all’ObamaCare è focalizzata in particolar modo sull’accesso alla contraccezione e sull’aborto.

Si tratta tradizionalmente di due temi molto “caldi” per lo scontro tra i due partiti e che da sempre vengono posti al centro dell’attenzione nelle ultime fasi delle campagne elettorali, di medio termine e presidenziali. Dall’approvazione della riforma sanitaria, inoltre, il dibattito si è sempre più polarizzato tra i repubblicani da un lato, che fanno leva sulla libertà religiosa e la necessità di tagli di bilancio per opporsi a molte misure di tutela dei diritti riproduttivi, e i democratici dall’altro, che invece li sostengono anche con un ampio programma di prevenzione. Ad esempio, molto intenso fu il dibattito originato dal programma Healthy Teen Initiative to Prevent Teen Pregnancy, mirato a prevenire le gravidanze di giovani donne minori di vent’anni attraverso la diffusione di studi, indagini e ricerche per ridurre il numero di gravidanze e di contagi con malattie sessualmente trasmissibili e per aumentare l’utilizzo di contraccettivi, per la vendita dei quali alcuni repubblicani avevano proposto – ancora nel 2012 – l’introduzione dell’obiezione di coscienza. Anche la Corte Suprema si è pronunciata lo scorso giugno con la sentenza Burwell v. Hobby Lobby, stabilendo che le closely held companies non possono essere forzate, per motivi religiosi, a garantire alle impiegate un’assicurazione che includa anche la copertura per la contraccezione.

Durante la campagna elettorale, invece, molti aspetti di questi dibattiti sono stati lasciati in disparte dall’attenzione nazionale per essere, invece, portati alla luce dai singoli candidati e candidate, o dai movimenti. Così, per esempio, in Michigan e in West Virginia le candidate repubblicane al senato, Terri Lynn Land e Shelley Moore Capito, hanno insistito durante la campagna elettorale sulla loro netta opposizione all’aborto e ad alcune forme di birth control. I movimenti e le associazioni vicine al mondo democratico, come NARAL Pro-Choice America o EMILY’s List – la quale finanzia le campagne elettorali delle candidate democratiche – hanno invece chiamato in causa proprio la sentenza della Corte Suprema per spingere le donne a recarsi alle urne: “Ninety-nine percent of women aged 15-44 have used birth control – this should not be controversial […] But conservatives in every branch of government are determined to undermine our ability to make our medical decisions on our own – just like men do. Women have decided every election in recent memory. Women were watching today, and it will absolutely be a motivating factor in November” ha affermato Jess McIntosh, portavoce di EMILY’s List. 27

L’Affordable Care Act ha, tuttavia, un programma di sostegno molto più ampio di prevenzione per la salute delle donne americane e il sito ufficiale riserva molto spazio alle forme di tutela loro dedicate: ancor più dall’inizio del 2014, quando cioè è stato stabilito che i piani assicurativi non possono più negare la copertura ad adulti con pre-existing conditions quali, nel caso delle donne, cure per tumori al seno o terapie di sostegno a seguito di violenze domestiche o sessuali. 28 Ancora, secondo un’analisi del National Women’s Law Center, prima dell’approvazione della riforma solo il 12% dei piani individuali rivolti alle donne copriva anche la maternità e le mammografie biennali per chi avesse superato i quarant’anni di età. L’attenzione riservata alla salute delle donne ha rappresentato un fattore di sostegno al partito democratico durante le presidenziali del 2012 e, anche ora, è tra i temi decisivi che spingeranno le donne stesse, in particolare single e afroamericane, alle urne. Questo, però, potrebbe non bastare al partito democratico poiché, stando ai sondaggi, le donne americane confermeranno il trend di non aderire in massa alle elezioni di medio termine – le previsioni della loro partecipazione si attestano, infatti, al 39% 29 –, contribuendo a rendere sempre più probabile una sconfitta per Obama.

Ancora una volta, dunque, l’elettorato femminile americano conferma il suo ruolo e peso decisivo per le elezioni ma, se da un lato il partito repubblicano è consapevole del proprio svantaggio nel favore riscosso tra la maggioranza delle donne americane, dall’altro i democratici sono apparsi in altrettanta difficoltà nel portarle alle urne con progetti politici interessanti in elezioni che da sempre vedono un calo dell’elettorato, ma che in questo preciso momento risultano fondamentali per il presidente e per i prossimi due anni. E l’ObamaCare ha avuto un ruolo centrale in questa mancanza: certamente aborto e contraccezione sono sempre stati tirati in ballo nelle ultime fasi delle campagne elettorali, anche presidenziali, tanto da essere rilevanti nella mobilitazione in particolare delle donne afroamericane, che soffrono di forte disparità nell’accesso alla tutela sanitaria spesso per le difficili condizioni economiche. 30 Proprio le donne nere stanno crescendo come blocco elettorale compattamente democratico e i movimenti cercano di renderle sempre più consapevoli della loro forza politica: moltissime organizzazioni da mesi si sono impegnate a tessere networks locali per la registrazione e l’esercizio del diritto di voto e altrettante associazioni, ad esempio The Reproductive Justice Collective (www.rjcollective.org), sono attive sul territorio per aiutare le donne nere e le loro famiglie in difficoltà a sottoscrivere una copertura sanitaria. 31

Ma il blocco elettorale sempre più rilevante per le vittorie dei democratici è rappresentato dalle donne giovani, unmarried, senza figli o madri single, sempre più spesso breadwinners e vicine alla middle-class, le quali chiedono con forza al partito, cui sono tradizionalmente legate, di attivarsi non solo in campagne concentrate sulla garanzia dei diritti riproduttivi e dell’aborto, certamente fondamentali e spesso messi in discussione dai repubblicani, ma non più qualificanti per una mobilitazione elettorale, specialmente alle elezioni di medio termine. Le women’s issues che questo gruppo rivendica con sempre più forza includono childcare, congedi in caso di malattia, ma anche equal pay for equal work e innalzamento del salario minimo, altri temi cui Obama non è riuscito a rispondere durante la sua presidenza, e soprattutto in questi mesi, per mobilitare quelle forze che erano state decisive nella sua rielezione – grazie proprio a una strategia legata all’espansione del Medicaid e all’Affordable Care Act –, ma che alle midterms precedenti lo avevano abbandondato. 32 E in questa campagna, nonostante la consapevolezza dell’importanza di tale fetta di elettorato, spesso i candidati e le candidate democratiche non sono stati in grado di rispondere agli attacchi repubblicani contro l’ObamaCare separando il tema dei diritti riproduttivi da un discorso più ampio sulle tutele sanitarie offerte dall’Affordable Care Act, di cui proprio questa categoria è stata tra le maggiori beneficiarie. 33

CONCLUSIONI

myumgrrak0ulrfgrkfbprgNel complesso la riforma sanitaria è un tema che, nonostante sia stato ultimamente ripescato dai repubblicani, riguarda gli elettori democratici e la fiducia da essi riposta nelle scelte di un partito che nel 2016 dovrà correre senza la spinta della novità Obama e senza poter sfruttare l’enorme impopolarità di G.W. Bush come motore propulsivo. È altamente improbabile che l’eventuale astensionismo delle donne e degli afroamericani si trasformi in un voto repubblicano, per questo i democratici avrebbero forse dovuto puntare di più (e prima) sulla riforma sanitaria, anche per spostare l’attenzione da una politica estera esposta ai continui attacchi dei conservatori. Secondo i dati riportati da Gallup, nel maggio 2014 il 64% degli afroamericani dichiarava che l’Health Care Reform avrebbe migliorato la situazione della sanità sul lungo periodo, 34 a dimostrazione di una sostanziale fiducia nei possibili benefici futuri della riforma stessa. Tale fiducia, unita al sostegno delle donne che, seppur in calo, si attesta tuttora in media al 44,5% (circa 6 punti percentuali in più della media maschile), 35 avrebbe dovuto spingere il partito democratico a dare risposte forti a un elettorato che, in una situazione che vede il presidente raggiungere il punto più basso per popolarità dall’inizio della presidenza, continua in buon numero a sostenerlo. D’altra parte, sta agli elettori stessi invertire il trend che vuole le elezioni di midterm consueto terreno di conquista per il maschio bianco, anziano e di reddito medio-alto, fedelissimo al partito dell’elefantino. Per tradizione, infatti, gli elettori democratici, tra cui donne e minoranze etniche, si attivano solo in presenza di grandi operazioni di mobilitazione: ora il partito deve sperare che i rischi di un impaludamento dell’agenda di Obama – espansione e miglioramento della riforma sanitaria compresa – vengano percepiti dagli elettori come un colpo mortale al cammino verso un sogno americano più equo, iniziato da Obama nel 2008. Se, come dichiarato recentemente anche da Paul Krugman, “Obamacare means a huge improvement in the quality of life for tens of millions of Americans”, 36 coloro che ne hanno beneficiato non possono permettersi una paralisi di governo come quella che si profila in caso di un trionfo repubblicano.

Note:

  1. Rebecca Riffkin, “More Still Say Health Law Has Hurt Instead of Helped Them”, Gallup, Oct. 8, 2014, http://www.gallup.com/poll/178094/say-health-law-hurt-instead-helped.aspx.
  2. Jim Angle, “Obamacare Rate Increases Fuel Republican Attacks Ahead Of Midterm Elections”, FoxNews, Oct. 23, 2014, http://www.foxnews.com/politics/2014/10/23/obamacare-rate-increases-fuel-republican-attacks-ahead-midterm-elections/.
  3. Jeremy Scott Diamond, “TV’s Most Republican and Democratic Shows”, Bloomberg Politics, Oct. 6, 2014, http://www.bloomberg.com/politics/graphics/2014-most-tv-campaign-ads/.
  4. Kevin Quealy and Margot Sanger-Katz, “The Affordable Care Act: Who Was Helped Most”, The New York Times, Oct. 29, 2014, http://www.nytimes.com/interactive/2014/10/29/upshot/obamacare-who-was-helped-most.html?smid=fb-nytimes&smtyp=cur&bicmp=AD&bicmlukp=WT.mc_id&bicmst=1409232722000&bicmet=1419773522000&_r=0&abt=0002&abg=1.
  5. Jennifer Oleriver O’Connell, “Democrats desperate for Blacks to deliver in mid-term elections”, Communities Digital News, Oct. 25, 2014, http://www.commdiginews.com/newsletter/democrats-desperate-for-blacks-to-deliver-in-mid-term-elections-28358/.
  6. Andrew Dugan, “Despite Enrollment Success, Healthcare Law Still Unpopular”, Gallup, May 29, 2014,  http://www.gallup.com/poll/170750/despite-enrollment-success-healthcare-law-remains-unpopular.aspx.
  7. Office of the press secretary, “Remarks by the President at Congressional Black Caucus Awards Dinner”, Sept. 28, 2014,  http://www.whitehouse.gov/the-press-office/2014/09/28/remarks-president-congressional-black-caucus-awards-dinner.
  8. Andre Mayersohn, “A Closer Look at African American Turnout”, CIRCLE, Jul. 29, 2011, http://www.civicyouth.org/a-closer-look-at-african-american-turnout/.
  9. Drew Desilver, “Voter turnout always drop off for midterm elections, but why?”, Pew Research Center, Jul. 24, 2014,  http://www.pewresearch.org/fact-tank/2014/07/24/voter-turnout-always-drops-off-for-midterm-elections-but-why/.
  10. FairVote, “Voter Turnout”, 2014, http://www.fairvote.org/research-and-analysis/voter-turnout/.
  11. Philip Rucker, Robert Costa and Matea Gold, “Unlike previous midterm election years, no dominant theme has emerged for 2014”, The Washington Post, Aug 9, 2014,  http://www.washingtonpost.com/politics/unlike-previous-midterm-election-years-no-dominant-theme-has-emerged-for-2014/2014/08/09/8775aca6-1f0a-11e4-ae54-0cfe1f974f8a_story.html.
  12. Sheryl Gay Stolberg, “Black Vote Seen as Last Hope for Democrats to Hold Senate”, The New York Times, Oct. 18, 2014, http://www.nytimes.com/2014/10/19/us/in-black-vote-democrats-see-lifeline-for-midterms.html?_r=1.
  13. Nya-Malika Henderson, “President Obama was wrong. Democrats won’t lose because of black voters”, The Washington Post, Oct. 20, 2014, http://www.washingtonpost.com/blogs/the-fix/wp/2014/10/20/if-democrats-lose-the-senate-it-wont-be-because-of-black-people/.
  14. Sarah Wheaton, “For First Time on Record, Black Voting Rate Outpaced Rate for Whites in 2012”, The New York Times, May 8, 2013,http://www.nytimes.com/2013/05/09/us/politics/rate-of-black-voters-surpassed-that-for-whites-in-2012.html?_r=0.
  15. Kevin Quealy and Margot Sanger-Katz, “The Affordable Care Act: Who Was Helped Most”, The New York Times, Oct. 29, 2014, http://www.nytimes.com/interactive/2014/10/29/upshot/obamacare-who-was-helped-most.html?smid=fb-nytimes&smtyp=cur&bicmp=AD&bicmlukp=WT.mc_id&bicmst=1409232722000&bicmet=1419773522000&_r=0&abt=0002&abg=1.
  16. Chiara Bologna, “U.S.A.: la Corte suprema sulla riforma sanitaria: una vittoria per Obama e una sconfitta per il governo federale?”, Forum di Quaderni costituzionali, Ott. 26, 2012, http://www.forumcostituzionale.it/site/images/stories/pdf/documenti_forum/telescopio/0039_bologna.pdf.
  17. The Kaiser Family Foundation, “A Closer Look at the Impact of State Decisions Not to Expand Medicaid on Coverage for Uninsured Adults”, Apr. 24, 2014, http://kff.org/disparities-policy/issue-brief/the-impact-of-the-coverage-gap-in-states-not-expanding-medicaid-by-race-and-ethnicity/?utm_source=nd&utm_medium=tw&utm_campaign=121713.
  18. Robert Pear, “How has the expansion of Medicaid fared?”, The New York Times, Oct. 26, 2014, http://www.nytimes.com/interactive/2014/10/27/us/is-the-affordable-care-act-working.html?smid=fb-share#medicaid.
  19. The Kaiser Family Foundation, “The Impact of the Coverage Gap in States not Expanding Medicaid by Race and Ethnicity”, Dec. 17, 2013, http://kff.org/disparities-policy/issue-brief/the-impact-of-the-coverage-gap-in-states-not-expanding-medicaid-by-race-and-ethnicity/?utm_source=nd&utm_medium=tw&utm_campaign=121713.
  20. Roper Center, “How Groups Voted in 2012”, 2013, http://www.ropercenter.uconn.edu/elections/how_groups_voted/voted_12.html.
  21. Chelsi P. Henry, “Is Obamacare Hurting African Americans?”, Ebony, Oct. 15, 2014, http://www.ebony.com/news-views/is-obamacare-hurting-african-americans-403#axzz3HAoMJ9il.
  22. Jennifer Haberkorn, “A GOP senate could take on Obamacare – but not repeal it”, Politico, Sept. 15, 2014, http://www.politico.com/story/2014/09/2014-elections-gop-senate-obamacare-110936.html.
  23. Lauren Fox, “Kentucky Gamble: Bets on Obamacare”, U.S. News & World Report, Oct. 10, 2014,  http://www.usnews.com/news/articles/2014/10/10/the-kentucky-gamble-betting-on-obamacare.
  24. Cameron Joseph, “Dems have Georgia momentum”, The Hill, Oct. 24, 2014, http://thehill.com/blogs/ballot-box/senate-races/221750-dems-have-momentum-in-georgia-senate.
  25. http://surveys.ap.org/data%5CGfK%5CAP-GfK_Poll_October_2014_Topline_Politics.pdf.
  26. Jake Sherman and Anna Palmer, “Exclusive: GOP poll of women: Party ‘stuck in past’”, Politico, Aug. 29, 2014, http://www.politico.com/story/2014/08/gop-poll-of-women-party-stuck-in-past-110398.html.
  27. Paul Steinhauser, “Do Democrats Win By Losing Obamacare Decision?”, CNN Politics, Jun. 30, 2014, http://politicalticker.blogs.cnn.com/2014/06/30/do-democrats-win-by-losing-obamacare-decision/.
  28. Caroline Fairchild, “7 Reasons Why Every American Woman Should Love Obamacare”, The Huffington Post, Jul. 17, 2014, http://www.huffingtonpost.com/2013/07/17/obamacare-women_n_3541318.html.
  29. Jackie Calmes, “To Hold Senate, Democrats Rely On Single Women”, The New York Times, Jul. 2, 2014, http://www.nytimes.com/2014/07/03/us/single-women-midterm-elections.html?_r=0.
  30. Imani Gandy, “Black Women Are An Electoral Voting Force. Recognize.”, RH Reality Check, Mar. 4, 2014, http://rhrealitycheck.org/article/2014/03/04/black-women-electoral-voting-force-recognize/.
  31. Dani McClain, “Why Black Women Are The Voting Bloc To Watch In The Midterms”, The Nation, Oct. 17, 2014, http://www.thenation.com/blog/182457/why-black-women-are-voting-bloc-watch-midterms.
  32. Isabel V. Sawhill, “Midterms: Women Voters Care About More than Reproductive Rights”, Brookings, Oct. 21, 2014, http://www.brookings.edu/blogs/fixgov/posts/2014/10/21-2014-midterms-women-voters-sawhill.
  33. Jackie Calmes, “To Hold Senate, Democrats Rely On Single Women”, The New York Times, Jul. 2, 2014, http://www.nytimes.com/2014/07/03/us/single-women-midterm-elections.html?_r=0.
  34. Andrew Dugan, “Despite Enrollment Success, Healthcare Law Still Unpopular”, Gallup, May 29, 2014, http://www.gallup.com/poll/170750/despite-enrollment-success-healthcare-law-remains-unpopular.aspx.
  35. “Obama Job Approval”, Gallup, Oct. 26, 2014, http://www.gallup.com/poll/124922/presidential-approval-center.aspx.
  36. Paul Krugman, “In Defense of Obama”, RollingStone, Oct. 8, 2014, http://www.rollingstone.com/politics/news/in-defense-of-obama-20141008.

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