Obama e la lotta per il salario minimo nelle elezioni di medio termine

obama-minimum-wage-1Ci hanno pensato i lavoratori dei fast food che giovedì 4 settembre hanno scioperato a centinaia, con sit-in di protesta ed arresti in più di 150 città degli Stati Uniti, a riportare la richiesta di crescita del salario minimo sulle pagine delle maggiori testate nazionali. Pochi giorni prima il “silenzio” dei big media era stato rotto dalle parole del Presidente Barack Obama durante il weekend del Labor Day, interamente speso a perorare la causa dell’aumento salariale e “di chi – pur con uno stipendio minimo – deve essere capace di pagare le bollette e mandare i propri figli a scuola”. 1 Eppure era chiaro fin dal discorso di Obama sullo stato dell’Unione del 28 gennaio scorso che l’aumento del salario minimo federale a $10.10, dall’attuale soglia di $7.25, sarebbe stato un punto centrale della strategia dei Democratici per le elezioni di medio termine di novembre. 2 Il Presidente ha dato seguito con continuità alla battaglia dell’incremento salariale negli ultimi nove mesi, inserendolo in una più estesa politica a protezione del lavoro più vulnerabile dal punto di vista dei diritti di contrattazione e mettendo in gioco apertamente sulla questione dell’iniquità dei redditi la sua consolidata lealtà nei confronti del Congresso. Come mai allora l’innalzamento del salario minimo a livello federale non sembra aver ancora suscitato un dibattito politico consistente? Non staremo qui a considerare gli effetti economici della manovra, ma a soppesare l’influenza del tema sulle prossime elezioni congressuali. Partendo dal principio.

Gli scioperi dei dipendenti di Walmart e di alcune catene di fast food per chiedere un salario minimo più alto iniziano nel novembre del 2012. Durante il 2013 alla mobilitazione si aggiungono alcune giornate di sciopero e walk out da parte di dipendenti di contractors federali. Denominatore comune è il trattamento al minimo salariale, non più appannaggio dei teenagers per brevi impieghi estivi, ma riguardante complessivamente il 4,3% dei 75,9 milioni di stipendiati a tariffa oraria del Paese, di cui il 70% ha più di 20 anni. In questa fetta della popolazione rientra anche chi riceve meno del minimum wage: condizione egualmente diffusa, applicata a studenti full-time, lavoratori disabili e soprattutto a lavoratori con mance, come chi è impiegato a servizio nella ristorazione. 3 Per i camerieri la tariffa oraria fissa può raggiungere anche l’infimo livello dei $2,35 e affidare il guadagno interamente alla volubile variabile dei clienti. 4 La protesta dei low-wage workers non è dunque indirizzata ai singoli marchi, ma contesta la gestione del mercato del lavoro di interi settori di impiego; nel maggio 2014 le agitazioni dei lavoratori americani dei fast food vengono condivise da una giornata di solidarietà internazionale.

Obama parla per la prima volta della necessità di aumentare i salari a $9 nel febbraio 2013 e nel marzo dello stesso anno i Democratici presentano alla Camere il Fair Minimum Wage Act, per un innalzamento graduale in due anni del salario minimo federale a $10.10 e un aggiustamento annuo sulla base del Consumer Price Index di lì in avanti. L’azione esce sconfitta dall’opposizione repubblicana.

La proposta dei democratici Miller (Rep.) e Harkin (Sen.) era sostanzialmente un emendamento del Fair Labour Standards Act, la legge che nel 1938 stabilì per la prima volta nel Paese un livello salariale minimo, conquista del patto newdealista e di un’annata di sit-down strike, tra il 1936 e il 1937, in numerosi settori industriali e commerciali spinti dal neonato Congress of Industrial Organizations.

Le ultime due modifiche alla legge sono state votate dal Congresso nel 1996, sotto la presidenza di Bill Clinton (da $4.25 a $5.15) e nel 2007 con George W. Bush, da un’assemblea a maggioranza democratica, quando venne innalzato all’attuale soglia di $7.25 dollari. Considerando che le contingenze economiche della Great Recession hanno reso gran parte della stessa middle class quasi completamente dipendente dal reddito da lavoro e che rispetto al 1968 il salario minimo ha perso quasi un terzo del valore di acquisto, 5 i “ten bucks” proposti dai democratici rappresentano una cifra modesta, in linea con l’inflazione. Se si dovesse considerare la crescita della produttività per singolo lavoratore dal 1968 ad oggi, il minimum wage dovrebbe ammontare a $18.67. 6

Nel frattempo l’attenzione alle sperequazioni sociali nella distribuzione della ricchezza entra progressivamente nelle preoccupazioni di economisti, politici ed intellettuali (si veda il successo nel mondo accademico anglosassone del testo di Thomas Picketty, Capital in The Twenty-First Century). Nel discorso sullo stato dell’Unione del gennaio 2014 Obama rilancia dunque l’aumento del salario minimo federale con nuovo vigore e un cambio di strategia. Oltre ad appellarsi al Congresso, si rivolge a sindaci e governatori, perché intervengano in maniera più sollecita a livello locale. Se nel noto discorso sull’economia in Kansas con cui inaugurò nel 2011 la campagna delle presidenziali, Obama aveva posto l’accento sulla middle class come paradigma dell’America e lo sforzo di aiutare chi ne voleva entrare a far parte, nel 2014 avvia la campagna elettorale su un terreno ancor più bipartisan e che affonda le radici nella condivisa tradizione repubblicana: la giusta ricompensa per il duro lavoro. 7

A febbraio il Presidente prende l’iniziativa firmando l’annunciato Executive Order che alzerà a $10.10 il salario minimo dei nuovi impiegati dei contractors federali a partire dal 2015. Ad oggi uno su cinque dei low-wage worker è impiegato nelle aziende che lavorano per l’apparato federale. 8 L’azione presidenziale avrà tuttavia effetto solo su alcune centinaia di migliaia di lavoratori, un’inezia a fronte dell’impatto stimato di un’eventuale legge votata dal Congresso. 9 La manovra di Obama – che potrebbe essere facilmente depennata dal prossimo Presidente – mira ad avere una valenza esemplare e il Presidente investe molto sulla sua campagna anche in termini di immagine.

A maggio si presenta con il vice Joe Biden al tavolo di uno dei fast food della catena Shake Shack a Washington dal momento che i dipendenti sono pagati oltre $10 dollari l’ora. Durante l’estate l’azione presidenziale sul fronte del lavoro si approfondisce: il 31 luglio Obama firma un altro decreto governativo, il Fair Pay and Safe Workplace Executive Order. L’intervento rappresenta un precedente significativo per la tutela dei lavoratori evidenziato anche da Public Justice, 10 poiché vieta ai contractors federali con un ingaggio superiore a $1milione di inserire l’arbitrato obbligatorio nei contratti dei propri dipendenti. L’arbitrato è una risoluzione privata delle cause e, quando è obbligatorio, vieta al dipendente di appellarsi alla corte di giustizia per eventuali discriminazioni sul lavoro e impedisce di unirsi alle class action. In aggiunta, da un’analisi della Cornell University su un campione di 4mila arbitrati, risulta che la possibilità di vittoria del lavoratore è del 21% contro il 60–70% della media di possibilità in tribunale, dove riceve solitamente anche risarcimenti più alti. 11 Solo dieci giorni prima Obama aveva firmato un ulteriore Executive Order, per proibire ai contractors federali di applicare discriminazioni sulla base dell’orientamento sessuale e di genere, senza esentare i gruppi a base religiosa.

L’evidente accelerazione di Obama nell’uso di Executive Order sui temi del lavoro – malgrado l’annuncio di fine luglio dei Repubblicani di intentargli causa per abuso dei decreti – è in linea con la retorica dell’“year of action” sui problemi sociali ed economici annunciato nel discorso sullo stato dell’Unione di gennaio. 12 Tale svolta presidenziale è funzionale alla strategia democratica per spingere al ricambio del rapporto di forza in Congresso, dato che, ad ogni firma, il Presidente ha ribadito di essere obbligato a procedere attraverso il potere esecutivo perché il Congresso è bloccato.

Ad accorgersi della crescente attenzione ai temi del reddito e dell’Amministrazione sono stati ovviamente i sindacati. Oltre alla moderata approvazione dell’AFL-CIO, attestazioni di stima dirette per le azioni immediate di Obama sono arrivate dalla Service Employment International Union (SEIU) e da Change To Win, federazione nata nel 2005, di cui la SEIU fa parte e che rappresenta complessivamente circa 5,5 milioni di lavoratori. 13 Si tratta di associazioni di categoria cresciute negli ultimi venti anni a tutela dei low-wage worker immigrati, impiegati nei servizi alla persona e di manutenzione sopravvissuti alla deindustrializzazione e alla delocalizzazione. La SEIU è stato uno dei primi sindacati che alla fine degli anni Ottanta iniziarono ad organizzare i migranti sottopagati da parte di società pesantemente dominate dalle reti di subappalto derivate dal fenomeno del downsizing. Una delle prime campagne su larga scala della SEIU fu “Justice for Janitors”, con cui il sindacato lottò con successo per contratti di lavoro ed altre protezioni sociali, promuovendo una strategia community-based che ricorre ancora ad atti di resistenza sociale e disobbedienza civile. Ad oggi l’organizzazione rappresenta principalmente portieri e impiegati nei servizi di manutenzione, anche del settore sanitario, contando 2 milioni di iscritti. 14 I sindacati interni a Change To Win sono gradualmente cresciuti rivitalizzando la risicata percentuale di lavoratori organizzati in America, che alla fine degli anni Novanta si attestava al di sotto del 10%. 15 Seguendo questa traiettoria l’attenzione al lavoro low-wage sembra dunque ricadere anche su una maggior tutela degli immigrati e condurre potenzialmente a un ampliamento delle possibilità di legalizzazione del loro status, come richiesto dalle organizzazioni sindacali. Da questa prospettiva la battaglia del lavoro potrebbe perciò avere una doppia valenza per i Democratici in campagna elettorale.

Dal 2013 la SEIU ha investito $10 milioni per sottoscrivere la campagna dei lavoratori dei fast food e il coordinamento internazionale Fast Food Forword, 16 nato alla fine del 2012 per chiedere che il salario minimo federale salga a $15 e che venga riconosciuta la contrattazione sindacale nella ristorazione. 17 Molte altre campagne e organizzazioni per la tutela sindacale dei low wage worker si sono formate dal basso a partire dal 2012, con la solidarietà trasversale delle sigle più consolidate. Si pensi a Good Jobs Nation (GJN), nata nel Maggio 2013 a difesa degli impiegati dei contractors federali. GJN si connota per una particolare attenzione per le donne madri e lavoratrici, oltre che per la stragrande rappresentanza dei diritti di minoranze latine e asiatiche. Secondo dati dell’AFL-CIO infatti, tra i lavoratori a salario minimo, due su tre sono donne. 18

obama-minimum-wage-4Da una matrice dichiaratamente socialista è sorto invece un altro recente fenomeno di successo: la rete 15Now, associazione avviata dal basso a Seattle nel gennaio 2014, che si è già estesa a diciannove chapters attraverso il Paese in soli otto mesi. Cuore della mobilitazione è la richiesta di aumentare ovunque il salario minimo a $15. 19 Nel 2013 la principale città dello stato di Washington aveva del resto già assistito ad un evento eccezionale nell’ambito della sinistra radicale americana: l’elezione al City Council di Kshama Sawant, candidata di Socialist Alternative e già leader del movimento locale Fight for 15 (poi confluito nella rete di Fast food forword o Strike for 15). Sawant è nata e cresciuta in India, dove lavorava come ingegnere informatico e si è trasferita negli Stati Uniti per studiare economia. Ora insegna al Seattle Central Community College, Seattle University, e all’University of Washington Tacoma. Da anni è un’attivista, ha partecipato a Occupy Wall Street e anima la sezione locale del sindacato degli insegnanti. Al City Council si è candidata proponendo l’innalzamento del salario minimo, il controllo degli affitti e una tassa sui patrimoni milionari per finanziare l’istruzione e il trasporto pubblico. La scossa ha avuto il suo effetto. Nel giugno 2014 Seattle è stata così la prima city del Paese ad innalzare il minimum wage a $15: raddoppiando la soglia federale e offrendo credibilità al movimento.

Le prime due città a istituire un proprio salario minimo furono nel 2003 Santa Fe e San Francisco, ma nel solo 2014 almeno altre sei città e contee lo hanno innalzato a quota $15 e ad altri poli urbani come Philadelphia, Saint Louis, Santa Monica (Calif.) ed Ypsilanti (Mich.) hanno varato un incremento a $10.10 e oltre, sostenuti dalla presa di posizione del United States Conference of Mayors che ha definito l’innalzamento del salario minimo a livello locale e statale al di sopra della soglia federale come un provvedimento atto ad aggiornare i redditi più bassi all’attuale costo della vita. 20 Nell’ultima settimana si è inoltre avviato il processo di approvazione di incremento del salario minimo a $13.25 a Los Angeles, città con uno dei più alti tassi di povertà del Paese, 21 mentre il sindaco di New York Bill De Blasio ha incrementato con un executive order  il salario minimo in nuovi settori lavorativi. 22

Dopo l’appello di Obama dello scorso gennaio, dieci Stati dell’Unione hanno approvato un incremento graduale del salario minimo statale, in un range che va dagli $8.25 del Delaware nel 2015 agli $11.50 del Massachusetts nel 2017. Tre stati avevano già provveduto all’aggiornamento nel 2013, insieme al District of Columbia. Secondo il report elaborato dalla Casa Bianca pubblicato lo scorso agosto grazie a queste iniziative locali circa 7 milioni di lavoratori beneficeranno di un aumento salariale entro il 2017. 23

Le iniziative a sostegno della fasce più svantaggiate di lavoratori potrebbero trovare una sponda anche nell’ala conservatrice dell’elettorato più vicino alla visione di riscatto sociale dei comuni cittadini promossa dal Tea Party. Una delle voci della fronda interna al partito Repubblicano, il Senatore Mike Lee (Utah), nel commentare il discorso sull’Unione di Obama ha criticato l’ineguaglianza perpetrata dal Presidente per poi rivolgerla contro il suo stesso partito, che troppo spesso tirava le file dell’economia a beneficio degli well-connected (di chi faceva già parte di cerchie influenti) alle spese dei disconnected[Peter Baker, ibid.] – non a caso la medesima dicotomia è utilizzata dal sindacato Change To Win in slogan che rivendicano la lotta contro gli interessi dei facoltosi e well-connected. 24

Alcuni conservatori si sono già schierati a favore dell’innalzamento del salario minimo federale a $10.10. Il magnate dell’ingegneria informatica Ron Unz, così come l’attivista antimmigrazione e antiabortista Phyllis Schlafly, crede che si potrebbe in questo modo ridurre i sussidi federali. L’opinionista della Fox Bill O’Rei ha dato il suo ok in diretta mentre a dichiarare che il provvedimento non è da escludere nell’attuale contingenza economica è stato l’influente stratega del Republican National Council Henry Barbour, uno dei cinque autori del rapporto “Growth and Opportunity Project”, commissionato dal GOP all’indomani dell’ultima sconfitta alla presidenziali. 25

Difatti i sondaggi finora hanno confermato come l’aumento del salario minimo sia una questione dall’appeal trasversale. Già nel Dicembre 2013 uno dei più citati sondaggi di NBC e Wall Street Journal dava il 63% degli intervistati come favorevole all’innalzamento a $10.10, tra cui il 77% dei Democratici e quasi la metà (47%) dei Repubblicani. 26 Lo studioso Jarold D. Waltman, che ha dedicato gran parte delle sue ricerche alla politica del salario minimo, ha dimostrato che l’aumento del minimum wage ha sempre goduto di un vasto supporto pubblico. Secondo Waltman la percentuale dei sostenitori è maggiore di quella che potrebbe beneficiare direttamente da questa politica economica, poiché l’interesse personale non è il fattore dominante nello schierarsi, quanto la correttezza verso chi lavora pur con un basso stipendio e l’importanza di una possibilità di contrattazione del proprio lavoro senza vincoli al ribasso. Obama sembra aver dunque seguito il consiglio di Waltman che nel testo Politics on The Minimum Wage suggeriva di tornare a sostenere l’aumento salariale sulla base di quella “civic republican tradition” a cui il Presidente stesso si è appellato più volte a partire dal discorso sullo stato dell’Unione.

Malgrado i fattori di consenso siano plurimi, pare tuttavia che le iniziative concrete e le discussioni politiche intorno al salario minimo non si siano sollevate oltre il livello statale e locale.

Il nodo potrebbe essere in parte di natura strutturale, considerato che lo stesso Paul Sonn, portavoce del National Employment Law Project, un’associazione che da un decennio si batte per l’innalzamento del salario minimo, ritiene la città il contesto ideale per la manovra. I poli urbani presentano infatti procedure più semplici per l’avallo e un costo della vita più alto, che dà la misura immediata dell’urgenza del provvedimento. 27

Da un punto di vista più propriamente politico c’è ancora una significativa frattura a livello nazionale da ricondurre alle linee guida del Partito Repubblicano. Dei tredici stati che hanno seguito l’appello di Obama a innalzare la paga base solo due sono guidati da un governatore conservatore (New Jersey e Michigan) e di fatto solo il New Jersey conta su una maggioranza repubblicana sia al Senato che all’Assemblea generale. In aggiunta, ad eccezione della Florida, l’intero Sud del Paese, dove secondo le elaborazioni del Pew Research Center vive la gran parte dei lavoratori low-wage 28 è molto lontano dall’affrontare la questione. Estremo esempio è il Texas. Il Republican Party of Texas ha di recente proposto di abolire del tutto la soglia del salario minimo, attribuendo gli indici di crescita positivi dello stato proprio alla deregolamentazione territoriale favorevole al business. 29

Le contingenze in cui si sta affermando il movimento per la crescita del salario minimo potrebbero inoltre pesare negativamente sull’elettorato. Lo spirito del repubblicanesimo evocato da Waltman entra infatti in collisione con una possibile estensione della cittadinanza, attraverso la maggiore sicurezza lavorativa, ad ampie percentuali di immigrati non-white ad oggi più o meno regolari. Per la regolamentazione dei minori immigrati ai confini meridionali del Paese Obama è dovuto ricorrere ad un ulteriore decreto governativo: l’emergenza, pur riguardando bambini in condizioni di indigenza, ha diviso il Paese.

Dirimente è infine per il dibattito sull’aumento del salario minimo federale la questione che Paul Krugman ha posto a difesa della misura. Il premio Nobel all’economia, rispondendo a Business Insider agli inizi di settembre, ha cioè messo in rilievo un’evidenza che poco ricorre nelle disquisizioni tra favorevoli e contrari alla riforma: i lavori sottopagati nel Paese sono oggi prevalentemente non delocalizzabili. 30

E’ questo lo stesso grimaldello usato dai sindacati e che potrebbe incunearsi nell’altissimo livello di deregolamentazione del mercato del lavoro americano. Il fatto che la paga oraria minima non sia più allineata al costo della vita è solo l’aspetto politicamente più spendibile in un contesto di tale sperequazione economica e patrimoniale in cui il blocco della mobilità sociale è ormai stato sdoganato anche nei discorsi presidenziali. Gran parte dei lavoratori a salario minimo non ricevono nemmeno un equo compenso per gli straordinari, non hanno giorni di malattia retribuiti né permessi per la cura dei figli. Gli attivisti per i diritti dei lavoratori chiamano queste pratiche wage theft. Schneider, una società nazionale di trasporti, ha patteggiato di recente una multa di $21 milioni in California a favore di una class action di centinaia di magazzinieri costretti a lavorare anche 70 ore settimanali senza alcun pagamento straordinario. Gli avvocati dei dipendenti hanno lavorato in coordinamento con le organizzazioni che stanno facendo pressione sulla Walmart per migliori condizioni di lavoro, poiché la catena di negozi è uno dei clienti della Schneider. Per gli stessi motivi anche FedEx ha dovuto risarcire i suoi autisti californiani alla fine di agosto. 31 In questo senso è sintomatico che una delle previsioni del Fair Pay and Safe Workplace Executive Order dello scorso 31 luglio sia l’obbligo, per i contractors federali con ingaggio superiore ai $500mila, di dichiarare le precedenti violazioni delle leggi del lavoro. La destrutturazione dei servizi in operatori in franchise, sub-contratti e agenzie temporanee ha ristretto sempre di più i margini di appello dei lavoratori e le grandi compagnie ricorrono spesso a taciti abusi.

Obama al Laborfest 2014 di Milwaukee, 1° settembre 2014.

Obama al Laborfest 2014 di Milwaukee, 1° settembre 2014.

Perciò, a fianco a una paga oraria migliore, le organizzazioni dei low-wage worker in mobilitazione da due anni chiedono che venga loro riconosciuta la libertà di negoziare collettivamente i contratti. In pratica di infrangere un tabù della logica neoliberista: riabilitare la contrattazione sindacale su ampia scala. I risultati immediati li ha sottolineati l’opinionista economico del Guardian Aditya Chakrabortty in un recente reportage sui salari più bassi. 32 A Londra il minimum wage è più alto che a New York – ricorda Chakrabortty – ma nella Grande Mela gli impiegati nei servizi di pulizia degli hotel guadagnano di più. Come mai? Sono sindacalizzati e ottengono una paga tripla rispetto al minimum wage.  Se lavorassi nell’industria dei servizi – ha dichiarato Obama lo scorso Labour Day – mi unirei ad un sindacato 33. Gli Stati Uniti – e gli interessi economici legati agli stessi Democratici – non appaiono però davvero pronti a una tale inversione di tendenza.

In un momento in cui i temi di politica estera appaiono influenzare nuovamente la campagna elettorale, il Presidente non sembra riuscire nell’impresa di imporre al centro del dibattito pubblico e politico la questione del salario minimo, 34 che – come si è detto – sarebbe in grado di mobilitare il popolo che con ancora più forza lo ha rieletto nel 2012.

Note:

  1. Emmarie Huetteman, “Obama calls for minimum wage raise and equal pay as elections Approach”, The New York Times, Sept. 1 2014. Disponibile online: http://www.nytimes.com/2014/09/02/us/politics/obama-takes-to-road-to-push-rise-in-minimum-wage.html?_r=0 [ultima cons: 20 settembre 2014].
  2. Per una versione integrale del discorso sullo stato dell’Unione si veda la trascrizione, “President Obama’s State of Union Address”, nel sito della White House: http://www.whitehouse.gov/the-press-office/2014/01/28/president-barack-obamas-state-union-address [ultima cons: 20 settembre 2014]. Per una sintesi delle reazioni politiche si veda Peter Baker, “In State of the Union Address Obama Vows to Act Alone on the Economy”, The New York Times, January 28 2014; disponibile online: http://www.nytimes.com/2014/01/29/us/politics/obama-state-of-the-union.html [ultima cons: 20 settembre 2014].
  3. Rielaborazione del Pew Research Center dei dati del Labour Statistics Bureau. In Drew Desilver, “Who makes minimum wage?”, Factank, September 8, 2014.
  4. Per la questione del sub-minimum wage nella ristorazione newyorkese si veda: Eleanor J. Bader, “When Tips Are Not Enough”, Indypendent, May 2 2014, Issue #196; disponibile on line: http://indypendent.org/2014/05/02/when-tips-are-not-enough [ultima cons: 20 settembre 2014].
  5. Nello specifico L’Economic Policy Institute, un centro di ricerca progressista con sede a Washington, stima che il salario minimo del 1968 equivarrebbe, in dollari odierni, a circa $10. Essendo invece la soglia attuale a $7.25, ne deriva una diminuzione effettiva del 23%. Si veda Valentina Pasquali, “Il dibattito sul salario minimo: la Casa Bianca entra in campo”, Aspenia online, 10 febbraio 2014; disponibile online: https://www.aspeninstitute.it/aspenia-online/article/il-dibattito-sul-salario-minimo-la-casa-bianca-entra-campo [ultima cons: 20 settembre 2014]. In un report pubblicato dalla Casa Bianca il salario minimo federale è messo in relazione al mean wage, il salario medio. Secondo questi parametri il salario minimo nel 1968 raggiunse il picco del 54% del mean wage, mentre al febbraio 2014 ne rappresentava solo il 35%. Si veda: “FACT SHEET: The Economic Case for Increasing the Minimum Wage: State by State Impact”, March 19 2014; disponibile online: http://www.whitehouse.gov/the-press-office/2014/03/19/fact-sheet-economic-case-increasing-minimum-wage-state-state-impact [ultima cons: 20 settembre 2014].
  6. AFL-CIO, “Minimum Wage”, disponibile online sul sito dell’AFL-CIO: http://www.aflcio.org/Issues/Jobs-and-Economy/Wages-and-Income/Minimum-Wage [ultima cons: 20 settembre 2014].
  7. Per una versione integrale del discorso di Obama sull’economia tenuto il 6 dicembre 2011 ad Osawatomie, Kansas, si veda: http://www.whitehouse.gov/the-press-office/2011/12/06/remarks-president-economy-osawatomie-kansas [ultima cons: 20 settembre 2014].
  8. La stima è di David Madland, direttore del’American Worker Project al Center for American Progress, un’organizzazione che promuove ricerche per le politiche pubbliche con sede a Washington e un orientamento liberal in campo economico. Madland, che è stato in passato assistente del deputato George Miller (uno dei due promotori del Fair Minimum Wage Act del 2013), è esperto in politiche sindacali e il suo intervento compare in Dave Jamieson, “How Obama Suddenly Became Pro-Worker”, Huff Post Politics, Aug. 13 2014; disponibile online: http://www.huffingtonpost.com/2014/08/13/obama-executive-actions-labor_n_5673000.html [ultiam cons: 20 settembre 2014].
  9. Peter Baker, ibid.
  10. Emily Bazelon, “Obama in On a Pro-Labor Roll”, Slate, Aug. 7 2014; disponibile online: http://www.slate.com/articles/news_and_politics/jurisprudence/2014/08/obama_executive_order_on_mandatory_arbitration_huge_news_for_workers_rights.html.
  11. Alexander Colvin, “An Empirical Study of Employment Arbitration: Case Outcomes and Processes”, 2-2011, Cornell University.
  12. “President Obama’s State of Union Address”, ibid.
  13. Si veda il sito online di Change To Win: www.changetowin.org.
  14. Si veda il sito online della SEIU: www.seiu.org.
  15. Bruno Cartosio, L’autunno degli Stati Uniti, Shake, Milano, 1998, p.135.
  16. Steven Greenhouse, “Hundreds of Fast-Food Workers Sriking for Higher Wages Are Arrested”, The New York Times, Sept. 4 2014; disponibile online: http://www.nytimes.com/2014/09/05/business/economy/fast-food-workers-seeking-higher-wages-are-arrested-during-sit-ins.html [ultima cons: 20 settembre 2014].
  17. Per la storia e le campagne di Fast Food Forword si veda il sito online: www.fastfoodforward.org.
  18. Per la storia e le campagne di Good Jobs Nation si veda il sito online: www.goodjobsnation.org.
  19. Si veda il sito di 15Now: www.15now.org.
  20. United State Conference of Mayors, “In support of rainsing the federal minimum wage”, Resolution adopted in June 2014; disponibile online nel sito dell’istituzione: http://www.usmayors.org/resolutions/82nd_Conference/metro04.asp [ultima cons: 20 settembre 2014].
  21. Eric Morath, “Los Angeles Minimu Wage-Boost Seen as Policy Test”, Wall Street Journal, October 2 2014; disponibile online: http://online.wsj.com/articles/los-angeles-minimum-wage-boost-seen-as-policy-test-1412289059 [ultima cons: 4 ottobre 2014].
  22. Rebecca S. Myles, “Minimum Wage Increase 2014: Mayor Bill De Blasio Executive Ordere Raises Pay to $13.13 for Thousands of  Workers”, Latin Post, October 1 2004; disponibile online: http://www.latinpost.com/articles/22692/20141001/minimum-wage-increase-new-york-2014-mayor-bill-de-blasio.htm [ultima cons: 4 ottobre 2014].
  23. Report della Casa Bianca stilato dall’Executive Office of the President dal titolo: “A Year Of Action: progress report on raising the minimum wage”.
  24. Si veda il comunicato di Change To Win, “The President is On a Pro-Labor Roll!”, Aug. 12 2014, disponibile online nel sito www.changetowin.org.
  25. Per una più ampia dissertazione sui conservatori favorevoli all’incremento del salario minimo si veda Stevem Hsieh, “6 Conservatives who support minimum wage”, The Nation, January 22 2014; disponibile online: http://www.thenation.com/blog/178055/6-conservatives-who-support-raising-minimum-wage [ultima cons: 20 settembre 2014].
  26. Eric Morath, “Support for $10.10 Minimum Wage”, Wall Street Journal, December 11 2013.
  27. Taylor Malmsheimer, “The Future of Minimum Wage Will be Decided in City”, New Republic, Aug. 1 2014; disponibile online: http://www.newrepublic.com/article/118912/city-specific-minimum-wage-policies-are-increasing [ultima cons: 20 settembre 2014].
  28. Pew Research Center, ibid.
  29. Mike Ward, “$10 minimum wage new flashpoint in Texas governor’s race”, Chron, Sept. 5 2014; disponibile online: http://blog.chron.com/texaspolitics/2014/09/10-minimum-wage-new-flashpoint-in-texas-governors-race/ [ultima cons: 20 settembre 2014].
  30. Il video integrale dell’intervista è disponibile online:

    http://www.businessinsider.com/paul-krugman-raising-minimum-wage-2014-9#ixzz3Ds2WmYOc [ultima cons: 20 settembre 2014].

  31. Steven Greenhouse, “More Workers Are Claiming ‘Wage Theft’”, The New York Times, Aug. 31 2014; disponibile online: http://www.nytimes.com/2014/09/01/business/more-workers-are-claiming-wage-theft.html [ultima cons: 20 settembre 2014].
  32. Aditya Chakrabortty, “Poverty pay isn’t inevitable. Look to the cleaners of New York”, The Guardian, September 8, 2014.
  33. Dan Merica, “Obama: ‘I’d join a union’”, CNN, Sept. 2 2014. É disponibile online anche parte del video del discorso tenuto dal Presidente alla sede dell’AFL-CIO in Wisconsin, affiacato, tra gli altri ospiti anche dalla leader della SEIU: http://edition.cnn.com/2014/09/01/politics/obama-union-workers/ [ultima cons: 20 settembre 2014].
  34. Ultimo tentativo Obama lo ha fatto nel discorso settimanale di sabato 3 ottobre, rivolgendosi principalmente agli imprenditori manifatturieri. Il discorso è disponibile online: http://www.whitehouse.gov/briefing-room/weekly-address [ultima cons: 4 ottobre 2014].

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