Bookclub n. 10 – Giugno 2018

Curatele

Countershock: The Oil Counter-Revolution of the 1980s, edited by D. Basosi, G. Garavini, M. Trentin, London, I.B. Tauris, 2018, 352 pp.

The oil price collapse of 1985-86 had momentous consequences globally: in terms of prevailing energy paradigms, the non-fossil fuel alternatives simply turned uncompetitive while huge new markets opened up for fossil fuels, particularly in China and India. In international relations, the previous talk of an OPEC ‘imperium’ was turned upside-down. This volume is the first to put the oil price ‘counter-shock’ of the mid-1980s into historical perspective. Compared to the much-debated 1973 ‘oil shock’, the ‘counter-shock’ has not received the same degree of attention. The fall in oil prices and the consequences for different nations have traditionally been seen simply as the result of the marketplace finally making its way into the energy realm after years of ‘politicised’ conflicts. The contributors show that the ‘counter-shock’ was the result of a set of processes that had developed over the previous ten years in a number of fields: from pricing mechanisms to intra-OPEC discipline; from Saudi Arabia’s policies as a producer to America’s policies as a consumer; from expectations nurtured by politicians across the globe to ideas about development and environment; from relations between the National Oil Companies and their respective governments to international financial relations. Featuring some of the most knowledgeable experts in the field, this book deals with these issues with a balanced approach between the global picture and local study cases. In particular, it highlights the crucial interaction between the oil counter-shock and the political ‘counter-revolution’ against state intrusion in economic management put forward by Ronald Reagan and Margaret Thatcher in the same period.

La delegittimazione politica nell’età contemporanea 3. Conflitto politico e propaganda elettorale in Europa e negli Stati Uniti (1861-1989), a cura di F. Cammarano e S. Cavazza, Roma, Viella, 2018, 236 pp.

Negli ultimi anni nel dibattito pubblico si è parlato ripetutamente di delegittimazione dell’avversario politico e l’attualità del concetto è provata dall’emergere di movimenti politici populisti – di destra come di sinistra – e da movimenti neo-nazionalisti e a volte neo- o parafascisti che si rivolgono al sistema politico e alle élite che lo compongono come fossero «nemici». Questo volume analizza le modalità della delegittimazione del­l’av­versario nelle campagne elettorali, nel XIX e XX secolo, in Francia, Germania, Gran Bretagna, Irlanda, Italia e Stati Uniti, individuandone la natura di strategia volta a porre l’avversario al di fuori dei valori fondativi della comunità politica e di fenomeno sì ricorrente nelle democrazie contemporanee, ma con esiti diversi sulla stabilità dei sistemi politici.

Dall’indice, si segnalano in particolare:

R. Baritono, «Politics has always been a rough and tumble business»: le campagne presidenziali statunitensi (1896-1980)

M. Battistini, L’instabile ordine della politica middle-class: le campagne elettorali di New York e California

Migrazioni e terrorismo – Migrations and Terrorism, a cura di M. Pretelli e M. Sanfilippo, Viterbo, Sette Città, 2018, 155 pp.

L’ultimo Ottocento e tutto il Novecento hanno conosciuto vari terrorismi estremamente violenti, ma la paura è esplosa soprattutto con gli attentati alle Torri gemelle e poi con le successive azioni jihadiste in Occidente. Queste infatti pur essendo complessivamente meno pericolose di quelle coeve in Asia o in Africa hanno colpito l’immaginazione pubblica. Forse anche perché si sono combinate alla paura dell’immigrato, persino di quello inserito da più generazioni: si pensi alle riflessioni sulle comunità arabe in Belgio, Francia e nel Regno Unito quali incubatrici del nuovo terrorismo islamico.

Underground press. La controcultura statunitense nelle collezioni della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, a cura di M. Gara, Milano, Fondazione Feltrinelli, 2018, 162 pp.

Il movimento di contestazione statunitense, tra gli anni Sessanta e la prima metà degli anni Settanta ha innescato il fenomeno dell’underground press, capace di diffondersi da un capo all’altro degli Stati Uniti senza trascurare i centri di medie dimensioni. Con questa pubblicazione viene presentata la collezione della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, che consente di entrare in diretto contatto con la voce del Movement in tutte le sue articolazioni: dalle elaborazioni della New Left e dai giornali sorti dall’iniziativa studentesca nei campus contro la guerra in Vietnam ai periodici del movimento di rivendicazione dei diritti della comunità afroamericana, dai fogli delle comunità hippie alla cultura psichedelica, dalla stampa femminista alle prime testate dei gruppi di attivisti omosessuali, dagli organi dei sindacati indipendenti di lavoratori di colore fino ai fogli dei GI dissidenti. Documenti indispensabili per la ricostruzione della temperie culturale che ha influenzato il resto del mondo.

Disponibile in formato ebook: http://fondazionefeltrinelli.it/app/uploads/2018/06/Underground-Press-2.pdf

Working for Oil: Comparative Social Histories of Labor in the Global Oil Industry, edited by E. Bini, T. Atabaki, K. Ehsani, New York, Palgrave Macmillan, 2018, 430 pp.

This volume examines the social history of oil workers and investigates how labor relations have shaped the global oil industry during the twentieth century and today. It brings together the work of scholars from a range of disciplines, approaching the social, political, economic and cultural dimensions of oil. The contributors analyze a number of key oil producing regions, including the Americas, the Middle East, Central Asia, the Caucasus, Europe and Africa.

Working-Class Nationalism and Internationalism until 1945. Essays in Global Labour History, edited by S. Parfitt, L. Costaguta, M. Kidd, J. Tiplady, Newcastle upon Tyne, Cambridge Scholars Publishing, 220 pp.

Nationalism and internationalism have always been powerful forces in the labour movements of the world. From the First to the Fourth International, from the International Labour Organization to the many international federations of trade unions, historians have studied both of these great forces for more than a hundred years. Interest in working-class nationalism and internationalism has also increased since the growth of global labour history, on the one hand, and the study of nationalism as a historically constructed phenomenon on the other. This volume is a part of this great upsurge in interest in working-class nationalism and internationalism. It brings together the work of postgraduate and postdoctoral scholars who have approached these two themes in their research. Covering subjects as diverse as the political instruction of Soviet sailors, the early and forgotten years of Chinese socialism, and debates within the socialist movement about Labour Zionism, this book represents an important contribution to labour, social and global history – and helps us to understand the roads down which labour movements around the world have travelled to get where they are today.

Volumi

B. Cartosio, Verso Ovest. Storia e mitologia del Far West, Milano, Feltrinelli Editore, 2018, 437 pp.

Chicago, 1893. La Città Bianca, sede dell’Esposizione mondiale colombiana, nell’anniversario dei quattrocento anni della scoperta dell’America. Gli Stati Uniti proclamano al mondo la loro volontà di potenza e il cammino che hanno fatto in poco più di un secolo di storia. Il giovane Frederick Jackson Turner sale al podio per esporre la sua relazione su “Il significato della frontiera nella storia americana”. Nello stesso momento Buffalo Bill, il cui nome è già diventato sinonimo di cowboy, si sta esibendo nel suo spettacolo grandioso e popolarissimo, il Wild West. Quello che hanno in comune l’uomo di spettacolo e il giovane ricercatore che fonda su una nuova base l’interpretazione della storia nazionale è la celebrazione della raggiunta grandezza degli Stati Uniti. Bruno Cartosio parte da qui per ripercorrere i fatti della “conquista del West” e raccontarne miti e rappresentazioni. Indaga la vitalità del mito e la sua capacità di assorbire contraddizioni, passi falsi, bugie e, in ultima analisi, di dare forma a un pezzo di storia americana e mondiale. È un viaggio caleidoscopico, compiuto cercando di separare realtà e leggenda, ma al tempo stesso rivelandone gli intrecci e le interdipendenze. Con sguardo critico, Cartosio mostra come la costruzione ottocentesca del mito, poi esportato in tutto il mondo dai western di Hollywood, abbia forgiato l’identità americana, accompagnando e spesso coprendo con la maschera dell’avventura le realtà della violenza anti-indiana, della vita dura di singoli e famiglie, della conquista e dello sfruttamento rapinoso delle risorse di una terra ricca e generosa.

F. Fasce, La musica nel tempo. Una storia dei Beatles, Torino, Einaudi, 2018, 252 pp.

La vertiginosa ascesa dei Beatles, da Liverpool, nord periferico di un paese ormai alla fine dell’Impero, agli Stati Uniti, nuova potenza egemone globale, al mondo, fra musica, cultura e società. Una storia che forgiò la grammatica emotiva con la quale una generazione di teenager lanciò la sfida di nuove forme del vivere e dello stare insieme. Una storia di rapporti culturali, di produzione e consumo di musica, di concerti, incisioni e strepiti di ragazze e ragazzi attraverso l’Atlantico, sullo sfondo della guerra fredda e del Vietnam, delle agitazioni razziali e giovanili. La storia di come quattro talentuosi fan del rock’n’roll divennero musicisti e poi star, conquistarono l’autonomia autoriale che rivoluzionò il modo di fare musica incrociando e influenzando le speranze, le inquietudini, i furori di un’età in fermento. In un difficile equilibrio fra successo e ricerca di sé, convergenze e tensioni di pubblico e privato, seduzioni dell’establishment, ribellismo giovanile, aspirazioni artistiche e alla celebrità.

Contributi in rivista

M. Mariano, Un pont sur l’Atlantique. Transatlantic steamers and nation building in the Kingdom of Sardinia, 1830-1859, in Contemporanea, 2, 2018, pp. 153-172.

As the mid-nineteenth century “transportation revolution” reshaped the Atlantic word, its impact reached Italian shores. Transatlantic steamship projects in the Kingdom of Sardinia were part of that transformation; they also reflected and reinforced a new, positive attitude toward the Americas and, specifically, the United States. Especially after 1848, this Atlantic reorientation of mental maps inside and outside political and economic circles in Turin and Genoa illustrated how the integration in the Atlantic space came to be seen as an opportunity in the pursuit of economic modernization and national unification. Finally, the tangle of interests and values surrounding transatlantic steamship navigation ultimately intersected with the Risorgimento in two major ways. First, thinking of “America” as an opportunity helped shape an idea of national identity based on exchange, more than antagonism, with the other. Second, transatlantic steamship, which was often see as an extension of the railway network, became part of the material process of nation building. The fiasco of the Compagnia Transatlantica (1852) exemplifies some of the discursive elements and structural limitations of Italian modernization.

Sulla rivista il Mulino, n. 2/2018:

F. Fasce, Prima di «Revolution». I Beatles e il lungo Sessantotto, pp. 226-232

L’articolo si concentra sulle trasformazioni che negli anni Sessanta e attorno ai Beatles investirono la musica come sistema produttivo, pagina rilevante di quel sogno-sforzo di trovare nuovi modi collettivi di progettare e produrre idee ed esperienze che attraversa tutti i settori in quel periodo.

M. Vaudagna, Intervista a Alice Kessler-Harris, pp. 353-358

L’intervista ad Alice Kessler-Harris, una delle più importanti storiche delle donne e del lavoro negli Stati Uniti (Columbia University), affronta in chiave storica il tema della molestia e della violenza sessuale negli Stati Uniti alla luce del movimento #metoo.

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