AISNA Graduates: Seminario di ricerca per giovani americanisti, Roma 28-05-2014.

In data 28 maggio 2014 si è tenuto a Roma, per la prima volta, il “Seminario di ricerca per giovani americanisti”, organizzato dall’AISNA Graduates, nel quadro del Seminario di Studi americani promosso annualmente dal Centro Studi Americani, in collaborazione con l’AISNA e l’Ambasciata degli Stati Uniti d’America. L’iniziativa del network di giovani americanisti AISNA Graduates ha voluto offrire una panoramica degli approcci metodologici e delle migliori ricerche in corso nell’ambito dell’americanistica italiana, in ambito storico-politico e letterario. Cinque sono state le ricerche selezionate che qui presentiamo.

 

FRANCESCO CONDOLUCI, dottorando in Storia e Political Change presso l’Università degli Studi di Torino, ha presentato una relazione intitolata William Sumner e Lester Ward: un’opposizione paradigmatica (1840-1913), in cui analizza il prezioso e pioneristico contributo che questi due intellettuali diedero allo sviluppo della sociologia americana tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. Il loro ruolo nel dibattito, tanto americano quanto transatlantico dell’epoca, è ancor più rilevante alla luce delle loro diverse posizioni sulla questione dell’intervento statale in ambito socio-economico, in un’America profondamente trasformata dai mutamenti portati dalla seconda rivoluzione industriale.

Attraverso un ampio utilizzo di fonti primarie, quali opere di filosofia sociale, saggi e articoli dei due autori, oltre che di fonti secondarie e di letteratura sul contesto storico-politico degli Stati Uniti dell’epoca, la ricerca di Condoluci si articola nell’analisi degli opposti orientamenti di Sumner, sostenitore della politica del laissez-faire e quindi di non interferenza governativa, e Ward, assertore della necessità che un governo tecnocratico adottasse misure di interventismo e assistenzialismo pubblico in ambito sociale. Nello studio viene inoltre prestata particolare attenzione al diverso utilizzo che i due intellettuali fecero dei concetti derivanti dalle teorie dell’evoluzionismo biologico e dalla dottrina del “darwinismo sociale”.

 

MANLIO DELLA MARCA ha conseguito il dottorato in English-Language Literatures presso l’Università La Sapienza di Roma, con una tesi intitolata An American Hauntology, 1976-2001: Ghosts and the Literary Imaginary.

Partendo dalla definizione di “soggetto liberale umanista” come essere umano che si riconosce e si caratterizza in base a determinati parametri identitari, Della Marca analizza le conseguenze dello sgretolarsi di tali tratti distintivi in seguito alla diffusione e all’evoluzione di soggetti appartenenti alla categoria dell’inumano, ovvero animali, mostri, macchine e, più recentemente, alieni. Riallacciandosi al postumanesimo derivante dal poststrutturalismo della scuola francese di Derrida e soprattutto di Foucault, Della Marca si propone di indagare l’evoluzione dell’autopercezione e della narrazione dell’essere umano – ormai costretto a fare i conti con una realtà che lo vede convivere quotidianamente con molti altri elementi con elevate capacità cognitive – cercando anche di indagare il ruolo interpretativo e analitico che l’americanistica può ritagliarsi in questo ambito. In seguito all’analisi delle opere di alcuni esponenti della letteratura postumanista degli anni Novanta, Della Marca propone una rilettura critica di opere letterarie e cinematografiche che affrontano nello specifico la tematica dei confini tra uomo e macchina e, più recentemente, tra uomo e animale e alieno.

 

GAETANO DI TOMMASO è dottorando in Politica, Istituzioni, Storia presso l’Università degli Studi di Bologna con co-tutela presso l’Institut d’Études Politiques di Parigi, con una tesi dal titolo La nascita del’interesse strategico statunitense in Medio Oriente nella collaborazione tra interesse pubblico e privato, 1918–1938.

La caratteristica della sua ricerca è un approccio metodologico multi e interdisciplinare, che prende in considerazione elementi di politica internazionale ma anche fattori economici, finanziari e culturali nazionali. Un approccio che si rispecchia nella scelta delle fonti: i documenti analizzati provengono, infatti, da archivi americani e britannici, da organizzazioni governative e dagli archivi privati delle compagnie petrolifere dell’epoca. Nel periodo tra le due guerre il settore dell’industria petrolifera nell’area mediorientale assunse un’importanza strategica per la crescita industriale e la sicurezza degli Stati Uniti, e si assistette allo sviluppo di un dibattito nazionale che vide protagonisti le amministrazioni americane e le compagnie petrolifere. La ricerca di Di Tommaso si propone di indagare le diverse posizioni e il peso della convergenza tra interessi pubblici e privati (idea di associative/cooperative state) nel processo di decision-making in politica estera tra gli anni Venti e Trenta del secolo scorso, periodo individuato come “momento di strutturazione del coinvolgimento statunitense nella regione”.

 

ANNALISA MOGOROVICH è dottoranda del programma inter-ateneo Storia delle Società, delle Istituzioni e del Pensiero dal Medioevo all’Età Contemporanea tra l’Università degli Studi di Trieste e l’Università degli Studi di Udine con una tesi dal titolo La leadership politica afroamericana e il New Deal: il Federal Council on Negro Affairs.

La ricerca presentata si concentra sul periodo del secondo New Deal dell’amministrazione Roosevelt, a partire dal 1935, quando si assistette ad una fase di rinnovato attivismo politico sul tema dell’emancipazione razziale, ma soprattutto ad un nuovo coinvolgimento dei neri nelle attività governative. Lo studio di Mogorovich analizza l’organizzazione e il programma politico-istituzionale del Federal Council on Negro Affairs, avviato nel 1936 da Mary McLeod Bethune con il proposito di dare una nuova voce ed una più consistente rappresentanza agli afro-americani. Meglio noto come Black Cabinet, l’organismo non era riconosciuto istituzionalmente ma aveva la funzione di esercitare pressioni sul governo democratico, al quale non era politicamente affiliato, per sostenere l’emancipazione della popolazione di colore. Tratto peculiare della ricerca è l’utilizzo di fonti primarie, riscontrabili negli archivi privati dei singoli personaggi presi in esame, nella corrispondenza e nei verbali delle sedute del Cabinet. Mogorovich si propone inoltre di ricostruire i contatti tra il Federal Council e le varie forme di associazionismo nazionale dell’epoca, con lo scopo di analizzare l’impatto che la costituzione del Cabinet ebbe sulla formazione di un’opinione pubblica afro-americana attiva e consapevole che potesse sfruttare gli strumenti politici a sua disposizione. Particolare attenzione viene inoltre prestata al ruolo di Mary McLeod Bethune, esempio di un attivismo femminile afro-americano che andava istituzionalizzandosi e che giocò un ruolo importante nel processo di decision-making nazionale.

 

ANGELA SANTESE ha conseguito il dottorato in Politica, Istituzioni, Storia presso l’Università degli Studi di Bologna con una tesi intitolata Tra pacifismo e ambientalismo: il Nuclear Freeze Movement e la risposta dell’amministrazione Reagan.

La relazione, che riprende gli studi effettuati per la tesi dottorale, ha presentato il complesso rapporto tra il movimento antinucleare americano degli anni Ottanta e le risposte dell’amministrazione Reagan. In particolare, l’analisi è centrata sulla Nuclear Weapons Freeze Campaign (NWFC) che proponeva un congelamento bilaterale e verificabile del collaudo, dell’installazione e della produzione di armi nucleari, e l’Arms Control Information Policy Group creato da Reagan nel tentativo di arginare l’influenza che il movimento antinucleare aveva sull’opinione pubblica. Attraverso un ampio utilizzo di fonti primarie provenienti dagli specifici archivi statunitensi, Santese ha combinato l’utilizzo degli strumenti della storiografia della Guerra fredda con quella dei movimenti pacifisti e ambientalisti. Inoltre, l’adozione combinata di una prospettiva storica nazionale e internazionale ha portato a una puntuale ricostruzione della nascita e dello sviluppo della NWFC, la cui influenza sull’opinione pubblica statunitense condizionò il processo di decision-making in materia di politica estera e nucleare dell’amministrazione Reagan, che si sarebbe poi aperta al dialogo negoziando con l’URSS l’eliminazione dei missili INF.

 

Ognuno dei progetti presentati presenta caratteri innovativi e di notevole interesse, ma se questi sono riconducibili al merito personale dei singoli relatori, la bontà dell’esperimento fatto dall’AISNA Graduates è provata dai feedback positivi riscontrati tra i partecipanti al Seminario. L’iniziativa, infatti, oltre ad avviare un proficuo dibattito tra esperti del settore sugli specifici argomenti presentati, ha incuriosito e interessato i giovani studenti presenti che si approcciano per la prima volta all’americanistica, fornendo loro non soltanto spunti di riflessione sulla storia, la letteratura e la cultura americana tout court, ma anche esempi pratici del grado di approfondimento tematico e della metodologia di ricerca richiesti per proseguire la carriera accademica all’interno delle scuole dottorali.

 

L’intervento è originariamente pubblicato su http://www.aisnagraduates.net/aisna-graduates-seminario-di-ricerca-per-giovani-americanisti-roma-28-05-2014.aspx

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