Presentazione del numero 3 della newsletter

Il tema cardine attorno cui ruotano i contributi di questo terzo numero della newsletter è quello del conservatorismo americano e delle sue diverse declinazioni storico-politiche. La questione è evidentemente di estrema attualità, dato che, almeno dall’elezione di Obama al seggio presidenziale nel novembre 2008 – e complice la crisi economico finanziaria mondiale –  gli Stati Uniti hanno assistito al progressivo emergere di campagne e mobilitazioni politiche che non potrebbero definirsi altro se non conservatrici. Accanto ad una rinnovata diffidenza nei confronti della classe politica federale e della spesa pubblica centrale, soprattutto in materia di welfare, i nuovi movimenti conservatori riesumano problemi ormai dati per risolti almeno dagli anni Settanta, come la questione del birth control, tornata sotto i riflettori della stampa nazionale proprio in occasione della presente campagna presidenziale.

Dopo un nostro breve articolo che ripercorre i temi salienti della primarie repubblicane, pubblichiamo quattro contributi di autorevoli studiosi, italiani ed internazionali. Tiziano Bonazzi (Università di Bologna), Maurizio Vaudagna (Università del Piemonte Orientale), Ronald Formisano (University of Kentucky) e Linda Gordon (New York University), ci aiutano a dipanare la matassa aggrovigliata del pensiero conservatore, evidenziandone gli elementi peculiari e, a volte, contraddittori. Nel primo dei contributi qui pubblicati, Tiziano Bonazzi si interroga sulle origini, gli sviluppi e le sfide attuali del “conservatorismo” americano e della sua base socialmente trasversale.

Il discorso storico-teorico del prof. Bonazzi costituisce la perfetta premessa per inquadrare i due contributi seguenti, che dimostrano una recente riaffermazione delle posizioni conservatrici  sui temi rispettivamente del welfare (M. Vaudagna) e del birth control (L. Gordon), responsabile di aver rimesso in discussione alcune fondamentali conquiste politico-sociali degli ultimi sessant’anni. Chiude la riflessione l’articolo di Ronald Formisano, che delinea l’eccezionalità del movimento Occupy, riuscito nell’impresa di strappare al Tea Party e alle ali più estreme del conservatorismo repubblicano, il monopolio della protesta contro la crisi economica.

Pubblichiamo infine gli abstract delle relazioni svolte al Terzo seminario per giovani americanisti, tenutosi a Roma lo scorso 10–12 ottobre, organizzato appunto dal CISPEA insieme al CSA, Centro Studi Americani.

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