La corsa repubblicana verso la Casa Bianca

Vignetta pubblicata sul Daily Telegraph che rappresenta l'elefante del GOP esausto ancora prima di iniziare le primarie. L'abbiamo scelta come immagine del nostro profilo Facebook.

Vignetta pubblicata sul Daily Telegraph che rappresenta l’elefante del GOP esausto ancora prima di iniziare le primarie. L’abbiamo scelta come immagine del nostro profilo Facebook.

Dopo il ritiro del candidato conservatore Rick Santorum, le primarie repubblicane sono arrivate a un punto di svolta, con Mitt Romney ormai sicuro vincitore della nomination del Grand Old Party. In questi mesi di campagna elettorale sono stati molti i temi che hanno animato il dibattito politico repubblicano, talvolta causando forti spaccature all’interno del partito stesso.

Lo scorso gennaio, alla vigilia delle primarie in South Carolina, la questione religiosa ha catalizzato l’attenzione dei media durante la campagna elettorale. Nella culla del fondamentalismo protestante, il mormone Mitt Romney ha dovuto affrontare due sfidanti cattolici con posizioni decisamente conservatrici su tematiche come famiglia, aborto, omosessualità. Nonostante la vittoria di Newt Gingrich, non sembra che la fede religiosa abbia avuto un ruolo determinante alle urne. È il definitivo declino della Christian Right? Per approfondire: http://www.ceraunavoltalamerica.it/2012/01/south-carolina-temi-ed-elettori-tra-politica-e-religione/.

Conquistare i voti dell’elettorato ispanico è stato uno degli obiettivi dei candidati in occasione delle primarie in Florida, uno degli stati maggiormente rappresentativi delle diversità etniche degli Stati Uniti. Qui i repubblicani hanno cercato di disfarsi dell’etichetta di partito anti-immigrazione snocciolando promesse in favore degli elettori di origine latinoamericana nel caso fossero diventati presidenti. Ma chi sono questi latinos? Come hanno votato? Quale potrebbe essere l’impatto del loro voto a livello nazionale? Per approfondire: http://www.ceraunavoltalamerica.it/2012/02/el-voto-latino-il-peso-delle-minoranze-ispaniche-nel-voto-in-florida/.

A metà febbraio si è tenuta la Conservative Political Action Conference, la conferenza che ogni anno riunisce gli attivisti, i politici e gli intellettuali di spicco del movimento conservatore per cercare di influenzare le politiche del partito repubblicano. Nel tentativo di rappresentare al meglio gli ideali del movimento conservatore, i candidati hanno spostato a destra la loro retorica politica facendo espliciti riferimenti a due simboli del conservatorismo statunitense, Ronald Reagan e Barry Goldwater. Per approfondire: http://www.ceraunavoltalamerica.it/2012/02/we-still-hold-these-truths/.

Economia e immigrazione hanno invece caratterizzato il dibattito elettorale in Michigan e Arizona. La retorica anti-labor e anti-welfare dei candidati è stata il denominatore comune delle primarie in questi due stati. In Michigan tale retorica è stata funzionale alla proposta di una politica di rilancio per quest’area, ora economicamente depressa, che un tempo fu il motore trainante della Rust Belt. Nel dibattito in Arizona, per contrastare l’immigrazione illegale, i candidati hanno invece proposto di ridurre al minimo il sistema di welfare così da scoraggiare gli ispanici ad emigrare negli Stati Uniti. Per approfondire: http://www.ceraunavoltalamerica.it/2012/03/in-arizona-e-michigan-vince-romney/.

A marzo il Super Tuesday è stato uno spartiacque nella corsa alla nomination e, come spesso era accaduto in precedenza, Romney ha vinto senza stravincere. È stata la tornata elettorale in cui le differenze tra lui e la coppia preferita dai conservatori Gingrich-Santorum si sono delineate con maggior decisione, arrivando talvolta ad uno scontro frontale che potrebbe aver danneggiato il partito repubblicano in vista delle presidenziali. Obama ringrazia. Ma quali sono le ragioni che rendono il Super Tuesday così importante? Quando venne deciso di utilizzare un’unica data per le primarie in più stati contemporaneamente? Per approfondire: http://www.ceraunavoltalamerica.it/2012/03/il-super-tuesday-repubblicano-vince-obama/.

Concentrati a fornire ricette per uscire dalla crisi statunitense, i candidati repubblicani non hanno dedicato molto spazio alla politica estera. Nonostante questo, i rapporti con l’America Latina, la delicata questione nucleare iraniana e la questione siriana hanno permesso un confronto tra i candidati che potrebbe darci una prospettiva della futura politica estera degli Stati Uniti nel caso in cui un GOP venisse eletto. Per approfondire: http://www.ceraunavoltalamerica.it/2012/03/limportanza-della-politica-estera-nelle-primarie-repubblicane-statunitensi/.

Negli ultimi mesi si è rinvigorito lo scontro tra l’amministrazione Obama e la Conferenza Episcopale statunitense sugli aspetti applicativi della riforma sanitaria promossa dal presidente. In particolare, i vescovi condannano tutta la parte riguardante il birth control, nella misura in cui ritengono violato l’esercizio libero della loro religione. Quali sono i termini del confronto e le incognite che le posizioni della Chiesa lasciano in sospeso? Per approfondire: http://www.ceraunavoltalamerica.it/2012/03/birth-control-liberta-religiosa-e-il-bivio-della-chiesa-americana/.

Con le elezioni in Alabama, Mississippi, Illinois e Louisiana Mitt Romney ha affrontato gli elettori di tre stati del Deep South, nei quali Gingrich e Santorum speravano di poter attirare molti voti, e ha fatto i conti con quelli dell’Illinois, nel cuore dello stato dove Obama è stato senatore e dove tutt’ora il suo indice di gradimento è molto alto. Nonostante le evidenti difficoltà incontrate, questa tornata elettorale è stata importante perché ha lanciato definitivamente Romney verso la candidatura repubblicana. Per approfondire: http://www.ceraunavoltalamerica.it/2012/03/il-partito-repubblicano-e-gli-appuntamenti-elettorali-successivi-al-super-tuesday/.

Le prime elezioni dopo il ritiro di Rick Santorum, ufficialmente per motivi familiari, hanno visto Mitt Romney gareggiare contro sé stesso in Delaware, New York, Connecticut, Pennsylvania e Rhode Island. Più che da un punto di vista elettorale, le elezioni in questi stati sono state importanti per testare la credibilità del candidato repubblicano alla Casa Bianca a livello nazionale. Utilizzando una decisa retorica anti-Obama, nel tentativo di convincere anche l’ala più conservatrice del partito, Mitt Romney ha ufficialmente iniziato la campagna elettorale per le presidenziali di novembre. Per approfondire: http://www.ceraunavoltalamerica.it/2012/04/romney-vs-romney/.

La crisi economica ha riproposto gli aspetti problematici della questione dell’intervento dello stato nell’economia. Per uscire dalla recessione, riemergono tra l’opinione pubblica e sui giornali modelli di azione economica consolidati in momenti storici e in fasi economiche profondamente diversi dal nostro, in particolare Keynes e Hayek negli anni Trenta e Quaranta, generando l’idea che le elezioni del prossimo novembre siano decisive per la scelta di un preciso modello economico e culturale. Quali settori della società beneficeranno della distribuzione delle risorse pubbliche? Riuscirà Obama a rispettare gli impegni presi nello ‘State of the Union’ e risollevare la fiducia degli elettori nel governo dopo 30 anni di conservatorismo reaganiano e liberalismo clintoniano? Per approfondire: http://www.ceraunavoltalamerica.it/2012/05/le-elezioni-americane-le-conseguenze-economiche-del-voto/.

Il birth control è sempre stato una questione politica dai risvolti etici ampiamente dibattuta negli Stati Uniti. In particolare negli ultimi mesi, da quando il controllo delle nascite è stato inserito tra i servizi previsti dal piano di sanità pubblica di Obama, i repubblicani si sono opposti con decisione al provvedimento, portando il dibattito su un vero e proprio scontro ideologico con i democratici. Ma quando è iniziata la battaglia sul birth control? Quali sono state le prime attiviste che tra Otto e Novecento hanno iniziato questa coraggiosa campagna verso l’emancipazione femminile? Per approfondire: http://www.ceraunavoltalamerica.it/2012/05/breve-storia-del-controllo-delle-nascite-negli-stati-uniti/.

COMMENTI

WORDPRESS: 0
DISQUS: 0