Primarie: a che punto siamo

La corsa alla nomination repubblicana entra nel vivo. Dalla prossima settimana inizieranno una serie di appuntamenti cruciali: 28 febbraio, primarie in Arizona e Michigan, 3 marzo, caucus a Washington, 6 marzo, Super Tuesday, con dieci Stati chiamati ad esprimere il loro voto sul futuro sfidante di Barack Obama. In otto giorni verranno assegnati 568 delegati, più del doppio di quanti se ne siano spartiti finora i quattro candidati in campo.

Nelle scorse settimane si è dato conto di alcune tematiche centrali nella corsa alla nomination: la religione (con una ricostruzione dei legami storici con l’ideologia repubblicana e particolare attenzione alle capacità di ciascun candidato di conquistare elettori al di fuori del gruppo di affiliazione) e il peso dell’elettorato latino (rilevante per le primarie in Florida, ma decisivo anche in prospettiva per accreditare un valido concorrente per la sfida presidenziale). L’analisi degli interventi della Conservative Political Action Conference, svoltasi a Washington dal 9 al 12 febbraio, ha permesso di assumere una prospettiva storica di lungo periodo e di osservare lo sviluppo del movimento intellettuale conservatore nel suo complesso. L’interrogativo che ci si è posti è il seguente: passata la stagione neocon di George W. Bush, si profila un ritorno massiccio dei conservatori alle tematiche reaganiane e, sotto la spinta del movimento dei Tea Party, il sorgere di una nuova Radical Right?Vedremo nelle prossime settimane in che modo si evolverà il dibattito, e se Mitt Romney sarà capace di convincere definitivamente l’elettorato repubblicano oppure se dovrà osservare impotente l’ascesa di uno dei suoi due avversari più accreditati: Rick Santorum e Paul Gingrich.
Ci apprestiamo a seguire le prossime scadenze focalizzando l’attenzione su alcuni punti non ancora trattati: le primarie in Arizona e in Michigan daranno modo di vedere se e quanto siano importanti, nel dibattito per la nomination, i problemi dell’immigrazione e del lavoro. Due tematiche strettamente intrecciate, soprattutto alla luce della crisi dell’industria americana e della crescita del tasso di disoccupazione. All’indomani del Super Tuesday, invece, proporremo un articolo che conterrà la sintesi dei risultati (con speciale attenzione alla disamina del voto fatta sui media americani) e un’analisi focalizzata sull’andamento dei trend elettorati in chiave storica: facendo riferimento ai risultati nelle passate primarie, si tenteranno di evidenziare continuità e discontinuità circa la tendenze di voto dei “blocchi” sociali (differenziati per genere, classe, appartenenza razziale) che compongono l’elettorato repubblicano.

COMMENTI

WORDPRESS: 0
DISQUS: 0