Il diritto a portare le armi previsto dalla Costituzione degli Stati Uniti

Il II Emendamento alla Costituzione degli Stati Uniti 1, rubricato “Right to Bear Arms”, recita: “A well regulated Militia, being necessary to the security of a free State, the right of the people to keep and bear Arms, shall not be infringed2. Si tratta di un diritto piuttosto insolito, probabilmente derivato dagli atti costituzionali britannici dell’epoca 3, mentre non se ne rinviene traccia negli strumenti costituzionali francesi che influenzarono la Costituzione degli Stati Uniti 4.

Ai giorni nostri, il II Emendamento si presta a due letture del tutto opposte. Da una parte, è forte la tentazione di vedere in esso una norma costituzionale formale, sopravvissuta alle ragioni storiche che portarono alla sua adozione: la ribellione armata contro l’Amministrazione coloniale britannica e l’autodifesa armata cui dovevano spesso ricorrere i coloni sulla Frontiera occidentale 5.  Dall’altra parte, bisogna confrontarsi con una evidente prassi contemporanea, che vede la vigorosa difesa del II Emendamento da parte di gruppi conservatori e organizzazioni di lobbying specificamente dedicate. La più famosa di queste organizzazioni è la storica National Rifle Association of America, fondata nel 1871 6, che vanta quattro milioni di iscritti 7 su una popolazione totale di circa trecentonove in tutti gli Stati Uniti 8. Questa forte militanza politica in favore del II Emendamento indurrebbe a collocare la norma, viceversa, nell’alveo della costituzione materiale, intesa come quel complesso di “interessi di cui sono portatori” i “gruppi prevalenti in virtù del potere di fatto esercitato” 9.

Per stabilire se nel II Emendamento sia prevalente la natura formale o quella materiale, si valuterà se gli effetti di questa norma si siano spiegati con maggior forza sul piano giuridico-formale o sul piano politico-materiale. E’ assolutamente certo, infatti, che la norma ha ottenuto cospicui effetti, comprimendo notevolmente il potere dei Governi federali e statali 10 di limitare il possesso privato di armi. Secondo le statistiche ufficiali dell’FBI, dal 30 novembre 1998 al 31 marzo 2011 sono stati chiesti negli Stati Uniti quasi centoventotto milioni di licenze di porto d’armi 11; secondo le ultime stime ufficiali del Ministero della giustizia federale, risalenti al 1997, negli Stati Uniti circolano complessivamente centonovantadue milioni di armi da fuoco 12. Infine, negli Stati Uniti i privati possono acquistare tipologie di armi a loro assolutamente interdette negli altri Stati, come i fucili mitragliatori 13.

I notevoli effetti sopra descritti non possono essere attribuiti al contenuto giuridico-formale del II Emendamento. Per approdare a questa conclusione, non occorre nemmeno fare uso di un’interpretazione evolutiva della norma, finalizzata a limitare la portata di una disposizione dettata ai tempi della Rivoluzione americana e della Frontiera. Gli stessi Padri fondatori degli Stati Uniti avevano adottato, nel formulare il II Emendamento, una posizione più statalista di quanto sembri, collegando il diritto a possedere armi al dovere del cittadino di servire con le armi la Nazione (“A well regulated Militia, being necessary to the security of a free State”).

I Padri fondatori intendevano dunque attribuire al cittadino il diritto di portare armi non nell’interesse privato, ma nell’interesse pubblico. Fino all’inizio del XX secolo, infatti, nell’ordinamento statunitense per “Militia” s’intendevano sia le unità delle Forze armate organizzate a livello statale, spesso composte da volontari (“organized Militia”), sia l’insieme dei cittadini maschi abili alle armi (“unorganized Militia”). In uno Stato di recente fondazione come gli Stati Uniti di primo Ottocento, confinante con Potenze ostili a Nord (il Canada britannico) e con chiari appetiti territoriali a Ovest 14 (forieri di potenziali conflitti non solo con le nazioni indiane, ma anche con Potenze europee come la Francia 15), la Militia costituiva parte integrante dell’apparato di difesa dello Stato 16. Inoltre, gli Stati Uniti avevano ereditato dalla Gran Bretagna l’istituto di common law del posse comitatus, ossia il potere dello Sceriffo o altra Autorità di pubblica sicurezza di comandare in servizio i cittadini maschi per il mantenimento dell’ordine pubblico.

La storica ratio pubblicistica del II Emendamento era stata ribadita dalla Corte Suprema nel caso United States v. Jack Miller, et al.del 1939 17: “The significance attributed to the term Militia appears from the debates in the Convention, the history and legislation of Colonies and States, and the writings of approved commentators. These show plainly enough that the Militia comprised all males physically capable of acting in concert for the common defense. ’A body of citizens enrolled for military discipline.’ And further, that ordinarily when called for service these men were expected to appear bearing arms supplied by themselves and of the kind in common use at the time. With obvious purpose to assure the continuation and render possible the effectiveness of such forces the declaration and guarantee of the Second Amendment were made. It must be interpreted and applied with that end in view18. La Corte in quell’occasione aveva concluso: “In the absence of any evidence tending to show that possession or use of a ’shotgun having a barrel of less than eighteen inches in length’ at this time has some reasonable relationship to the preservation or efficiency of a well regulated militia, we cannot say that the Second Amendment guarantees the right to keep and bear such an instrument” 19.

Attivista pro-armi davanti alla Corte suprema in occasione della pronuncia della sentenza DC v. Heller, 18 marzo 2008.

Attivista pro-armi davanti alla Corte suprema in occasione della pronuncia della sentenza DC v. Heller, 18 marzo 2008.

Questa tradizionale lettura pubblicistica del II Emendamento è stata abbandonata dalla Corte Suprema nel caso District of Columbia, et al. v. Dick Anthony Heller  20. In quell’occasione, la Corte ha formulato il seguente principio di diritto: “The Second Amendment protects an individual right to possess a firearm unconnected with service in a militia, and to use that arm for traditionally lawful purposes, such as self-defense within the home” 21. La Corte Suprema ha sentito il bisogno di aggiungere: “Like most rights, the Second Amendment right is not unlimited. It is not a right to keep and carry any weapon whatsoever in any manner whatsoever and for whatever purpose: For example, concealed weapons prohibitions have been upheld under the Amendment or state analogues. The Court’s opinion should not be taken to cast doubt on longstanding prohibitions on the possession of firearms by felons and the mentally ill, or laws forbidding the carrying of firearms in sensitive places such as schools and government buildings, or laws imposing conditions and qualifications on the commercial sale of arms. Miller’s holding that the sorts of weapons protected are those ‘in common use at the time’ finds support in the historical tradition of prohibiting the carrying of dangerous and unusual weapons” 22.

Anche questa decisione, pur sconfessando il precedente United States v. Miller, lascia ampi margini per la regolamentazione del possesso d’armi. Sono infatti pacificamente legittime la c.d. “legge Brady” 23, una legge federale che impone agli acquirenti d’armi di chiedere una preventiva autorizzazione amministrativa, la quale non può essere concessa ai pregiudicati, ai latitanti, ai tossicomani, alle persone affette da patologie mentali, agli immigrati clandestini, ai congedati con ignominia dalle Forze armate e ai destinatari di ordinanze restrittive. Il Governo, sia statale sia federale, può altresì vietare ai privati il commercio e il possesso di armi diverse da quelle di uso comune: è ancora in vigore, ad esempio, il divieto di detenere mitragliatrici, emanato a livello federale ai tempi del Proibizionismo 24. Nel 1994, dopo i massacri di California Street, a San Francisco, e di Waco, in Texas, il divieto venne esteso a tutte le armi d’assalto con una disposizione provvisoria scaduta nel 2004 25.

Questa seppur stringata rassegna della giurisprudenza e della prassi consente di trarre alcune conclusioni. Innanzitutto, il II Emendamento alla Costituzione degli Stati Uniti non è un retaggio storico nato in un’epoca anarchica e pioneristica, e destinato a ricevere un’evoluzione progressivamente restrittiva, man mano che la società americana si allontana dal contesto in cui fu redatto. Al contrario, il II Emendamento è nato con una formulazione prudente, e ha subito un’interpretazione progressivamente estensiva, almeno nella giurisprudenza della Corte Suprema.

Sul piano giuridico-formale, il II Emendamento impedisce al Governo federale e agli Stati federati esclusivamente di vietare in modo incondizionato le armi di uso comune, il cui possesso può comunque essere sottoposto ad autorizzazioni, controlli preventivi e limitazioni. Il quadro che se ne ricava, in ultima analisi, non è più permissivo di quello contenuto nel Regolamento di Pubblica Sicurezza italiano 26. Quest’ultimo è stato emanato in piena epoca fascista 27, nell’imperio di una concezione dei rapporti fra Stato e cittadino assolutamente antitetica rispetto a quella statunitense: eppure, anche il Regolamento di Pubblica Sicurezza consente il porto di “armi comuni da sparo”, non necessariamente di piccolo calibro, previa autorizzazione dell’Autorità di Pubblica Sicurezza 28.

L’elevato numero di armi da difesa e d’assalto circolanti sul territorio degli Stati Uniti deriva allora soprattutto dalla forza che il precetto contenuto nel II Emendamento ha sul piano politico-materiale. Non a caso, questo precetto tende ad essere fatto valere e ad imporsi con mezzi prevalentemente extragiuridici: il lobbying da parte di organizzazioni specificamente deputate 29, che risulta in unself-restraint nell’esercizio dei poteri regolatori del Governo federale, perfettamente incarnato dalla temporaneità del bando delle armi d’assalto introdotto nel 1994 a seguito di pur gravissimi fatti di cronaca 30.

Nell’ottica di possibili sviluppi futuri, se è soprattutto sul piano politico che va valutata la forza del precetto contenuto nel II Emendamento, occorre rilevare che questa norma sembra aver conservato intatta la sua capacità di imporre un notevole self-restraint al Governo federale, come dimostra la mancata introduzione di nuove norme restrittive dopo la recente sparatoria di Tucson. L’8 gennaio 2011 a Tucson, in Arizona, Jared L. Loughner ha aperto il fuoco, per motivi non chiari, contro il comizio della deputata democratica Gabrielle Giffords, usando una pistola d’ultima generazione con caricatore a trentatré colpi e uccidendo otto persone, compreso il Presidente del Tribunale federale per l’Arizona. Dopo la sparatoria, il Partito democratico ha proposto il divieto di commercializzazione dei caricatori ad alta capacità , ma non ha ottenuto un chiaro appoggio dall’Amministrazione Obama 31.

Sulla questione del controllo delle armi, l’attuale Amministrazione federale ha appunto mantenuto una posizione ondivaga e ambigua, attirandosi le critiche tanto delle organizzazioni fautrici di un’interpretazione estensiva del II Emendamento, quanto di quelle fautrici di un’interpretazione restrittiva 32.

“National Drive to Fix Gun Checks”, iniziativa promossa da MAIG per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle morti da arma da fuoco. Il dato si riferisce al 7 aprile 2011.

“National Drive to Fix Gun Checks”, iniziativa promossa da MAIG per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle morti da arma da fuoco. Il dato si riferisce al 7 aprile 2011.

Forse, come spesso accade, la verità sta nel mezzo. Durante un dibattito organizzato dal Partito democratico a Las Vegas nel 2008, Obama si è espresso chiaramente a favore della c.d. “common-sense doctrine”, al pari dell’attuale Segretario di Stato Hillary Rodham Clinton 33. La common-sense doctrine, delineata in un famoso libro blu 34 dell’associazione Mayors against illegal guns (MAIG) 35, predica una politica di controllo degli armamenti concentrata, almeno nella fase iniziale, sulla correzione di prassi amministrative distorte a livello federale e statale, piuttosto che sull’approvazione di nuove leggi, puntualmente resa vana dalle lobby come l’NRA. Nel suo libro blu, la MAIG rileva come l’applicazione delle leggi federali e statali vigenti sul controllo delle armi sia frustrata dal mancato coordinamento fra le Amministrazioni competenti, da tagli di bilancio, prassi lassiste e mancanza di sensibilizzazione.

La fortuna che ultimamente sta riscuotendo la common-sense doctrine è significativa sotto due profili. In primo luogo, essa presenta certe analogie con la prassi internazionalistica del soft law, consistente nell’adozione di atti non vincolanti. Gli atti di soft law sono spesso adottati appunto per conseguire risultati pratici e immediati, superando le resistenze politiche degli Stati: il che conferma come sia eminentemente politico l’ostacolo frapposto dal II Emendamento al controllo delle armi.

In secondo luogo, l’auspicio della doctrine che vengano instaurate buone pratiche amministrative nel controllo degli armamenti dimostra come gli ostacoli a quest’ultimo negli Stati Uniti vengano dal basso, da una certa sensibilità (o insensibilità ) diffusa nelle law enforcement agencies.

In conclusione, anche l’esame degli ultimi sviluppi del dibattito politico-giuridico sul controllo degli armamenti degli Stati Uniti sembrano rafforzare l’attribuzione al II Emendamento di una natura prevalentemente materiale.

Note:

  1. Com’è noto, la Costituzione degli Stati Uniti si compone di un preambolo, sette articoli e ventisette emendamenti, i primi dieci dei quali formano la c.d. “Carta dei diritti” (Bill of Rights). Eventuali conflitti fra articoli ed emendamenti vanno risolti secondo il criterio cronologico.
  2. Cfr. l’identica formulazione della Sec. 9(13) della Costituzione degli Stati Confederati d’America. Nessuna disposizione simile, invece, si rinviene negli Articles of Confederation, che però hanno la diversa finalità di regolare i rapporti fra Unione e Stati federati.
  3. Il Bill of Rights britannico del 1689 riconosceva ai sudditi protestanti il diritto di possedere armi a scopo di difesa, seppure nei limiti consentiti dalla legge (“as allowed by law”). Diametralmente opposta la posizione dell’ordinamento giuridico britannico contemporaneo: v. Firearms Act 1968, testo consolidato, Sec. 1(1)(a).
  4. La Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino del 1789 riconosce solo un generico diritto di resistenza contro l’oppressione (art. II). La Costituzione francese del 1791 riconosce ai cittadini il diritto di riunione “senz’armi” (Titolo I). La prima Costituzione rivoluzionaria del 1793, incentrata sui diritti collettivi piu’ che su quelli individuali, si limita a enumerare i diritti riconosciuti al cittadino senza specificarli (“Sulla garanzia dei diritti”).
  5. Esiste un preciso nesso fra l’autodifesa armata che i coloni praticavano lungo la Frontiera e la loro indipendenza di spirito rispetto alle Autorità coloniali. Non casualmente, la Royal Proclamation del 7 ottobre 1763 di Re Giorgio III del Regno Unito vietava le attività di colonizzazione senza il beneplacito della Corona nel Nordamerica Britannico; proprio per questo la Royal Proclamation divenne una delle cause scatenanti della Rivoluzione americana.
  6. Sito ufficiale: www.nra.org. In parziale dissenso rispetto alla NRA, considerata sotto alcuni aspetti troppo moderata, è stata fondata nel 1975 la Gun Owners of America (sito ufficiale: www.gunowners.org).
  7. Fonte: sito ufficiale dell’Institute for Legislative Action della National Rifle Association of Americawww.nraila.org.
  8. Fonte: sito ufficiale dello U.S. Census Bureau, www.census.gov.
  9. C. Mortati, voce Costituzione dello Stato, in «Enciclopedia del Diritto», Vol. IX, Giuffrè, Milano, 1962.
  10. Nel caso Otis McDonald, et al. v. City of Chicago, Illinois, et al., U.S. Supreme Court, 130 S.Ct. 3020 (2010), la Corte Suprema ha chiarito che il II Emendamento rientra nel campo d’applicazione della c.d. “incorporation doctrine”, e pertanto può essere invocato anche contro gli Stati federati.
  11. Fonte: sito ufficiale dell’FBI, http://www.fbi.gov/about-us/cjis/nics.
  12. P. J. Cook-J. Ludwig, Guns in America: national survey on private ownership and use of firearms, in “National Institute of Justice – Research in brief”, Maggio 1997.
  13. Si veda, a titolo meramente esemplificativo, il catalogo del portale “TheGunSource”, gestito dalla società TGSCOM, Inc. del Wisconsin, www.thegunsource.com.
  14. V. supra, nota 5.
  15. Fino al 1803, la Francia era la Potenza coloniale presente in Louisiana, che verrà acquistata in quell’anno dagli Stati Uniti.
  16. Non a caso, l’unica disposizione vagamente simile al II Emendamento alla Costituzione degli Stati Uniti si rinviene nell’art. 107, par. 1 della Costituzione federale della Confederazione Svizzera, che adotta ai giorni nostri un modello di difesa militare diffusa simile a quello degli Stati Uniti delle origini. L’art. 107, par. 1 prevede che la Confederazione emani prescrizioni esclusivamente contro “l’abuso” di armi, accessori di armi e munizioni.
  17. 307 US 174 (1939).
  18. Par. 178.
  19. Ibidem.
  20. 554 US 570 (2008).
  21. Punto 1 sentenza.
  22. Punto 2 sentenza.
  23. Public Law 103–179. La legge porta il nome di Sarah Brady, la sua promotrice, e del marito di lei, John Brady. John Brady era l’addetto stampa del Presidente Reagan, prima di essere ucciso a colpi di revolver dallo psicolabile John Hinckley jr., che intendeva colpire il Presidente, il 30 marzo 1981.
  24. US CodeTitle 18, §. 922(o)(1).
  25. Si trattava del Title XI, Subtitle A, Violent Crime Control and Law Enforcement ActPublic Law 103–322.
  26. Emanato con Regio Decreto 6 maggio 1940, n. 635.
  27. Il Regolamento può anzi essere considerato una legge cardine del fascismo, essendo un complemento del Testo Unico delle leggi di Pubblica Sicurezza (T.U.L.P.S.), che conteneva la disciplina del c.d. “confino di polizia”.
  28. Artt. 44 ss. Per espressa disposizione del Regolamento, fra le “armi comuni da sparo” rientrano le pistole, anche automatiche, e i fucili, anche a più canne o a canna rigata.
  29. A questa attività di lobbying non si contrappongono per il momento organizzazioni di pari importanza che siano favorevoli al controllo delle armi: la principale organizzazione di questo tipo, la Brady Campaign, promotrice dell’omonima legge, aveva nel 2010 poco più di cinquantamila membri rispetto ai quattro milioni della NRA (fonte: lista iscritti 2010, acquistabile sul portale “Mailing list finder”, http://lists.nextmark.com/).
  30. Nel massacro di California Street del 1° luglio 1993, un cliente insoddisfatto fece irruzione in uno studio legale di San Francisco armato di due mitragliette e una pistola, uccidendo otto persone prima di suicidarsi. Nella crisi di Waco, durata dal 28 febbraio al 19 aprile 1993, i membri di una setta si asserragliarono nel Mount Carmel Center di Waco, armati con armi da guerra. Il 19 aprile, dopo il fallimento dei tentativi di negoziato, l’FBI attaccò il centro utilizzando blindati e armi pesanti; l’assalto costò settantaquattro vittime.
  31. A. Altman, Why Obama’s silence on gun control pleases no one, in «The Times», 7 Febbraio 2011.
  32. Al Presidente in carica Barack Obama la NRA ha addirittura dedicato un’apposita pagina denigratoria sul proprio sito ufficiale:http://www.nraila.org/obama/. La Brady Campaign, dal canto suo, il 19 gennaio 2010 ha rilasciato a proposito del Presidente Obama un comunicato stampa, eloquentemente intitolato “Weaker gun laws, lack of leadership earn President Obama a failing grade”.
  33. La trascrizione integrale del dibattito è riportata sul New York Times del 15 gennaio 2008.
  34. www.mayorsagainstillegalguns.org/downloads/pdf/blueprint_federal_action.pdf.
  35. Sito ufficiale: www.mayorsagainstillegalguns.org/html/home/home.shtml. All’associazione aderiscono, a titolo personale, numerosi primi cittadini americani, fra cui il Sindaco Antonio Villaraigosa di Los Angeles, il Sindaco Jerry Saunders di San Diego, il Sindaco Guillermo V. Vidal di Denver, il Sindaco Tomas Regalado di Miami, il Sindaco Buddy Dyer di Orlando, il Sindaco Kasim Reed di Atlanta, il Sindaco Peter B. Carlisle di Honolulu, il Sindaco Richard Daley di Chicago, il Sindaco Melvin Holden di Baton Rouge, il Sindaco Mitchell J. Landrieu di New Orleans, il Sindaco Stephanie Rawlings-Blake di Baltimora, il Sindaco Tom Menino di Boston, il Sindaco Dave Bing di Detroit, il Sindaco Mark Funkhouser di Kansas City, il Sindaco Francis Slay di St. Louis, il Sindaco David Coss di Santa Fe,  il Sindaco Michael R. Bloomberg di New York, il Sindaco Mark Mallory di Cincinnati, il Sindaco Frank Jackson di Cleveland, il Sindaco Michael Nutter di Philadelphia, il Sindaco Angel Taveras di Providence, il Sindaco Joseph Riley di Charleston, il Sindaco A.C. Wharton di Memphis, il Sindaco Dwight C. Jones di Richmond, il Sindaco Robert F. Sheckler di Des Moines, il Sindaco Mike McGinn di Seattle e il Sindaco Tom Barrett di Milwaukee.

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